Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (III corso)
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IL PANE DELL'ANIMA TERZO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica quarta dopo Pasqua Incredibile enormità, ma pur vera

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Evangelio della domenica quarta

dopo Pasqua

Incredibile enormità, ma pur vera

  1. [164]Mano a mano che noi veniamo innanzi negli anni, agli occhi nostri tocca di scorgere enormità di male che sembrano incredibili, ma che pur troppo sono vere.

  Anni addietro se uno vi avesse detto che i cristiani avrebbero chiamato sulla terra il regno di Satana, che sarebbonsi affollati per corteggiarlo, che sarebbonsi piegati con le persone per ottenere che il satanico passasse sui loro corpi, noi sdegnando di credere avremmo sclamato: "Impossibile, impossibile!".- 704 - Ed or siamo costretti già di vedere tutto questo e in iscorgere inorridiamo per alto spavento. Meschinelli, chi ci salva? Chi ci salva?

  Leggiamo nell'odierno Evangelo che Gesù, fattosi presso a' suoi discepoli, riferì che omai stava per ascendere in alto. Non temessero, perché alla loro volta avrebbero potuto essere assunti loro medesimi. Quanto al mondo, non temessero perché, ritornando egli, il mondo l'avrebbe [165]convinto del peccato perché non volle credere in lui80.

  Quest'è l'enormità di male che scorgiamo tuttodì fra noi. Consiste in negare fede a Gesù Cristo. E poi altra enormità pessima, e consiste in chiamar Satanasso perché calchi pur sul collo degli uomini con il suo piede. Non par<r>ebbe credibile se non fosse vero. Isaia rimprovera questo eccesso dove scrive: "Dissero all'anima tua: Incurvati perché passiamo. E tu hai messo come terra il tuo corpo ed a modo del fango della via a quei che vi passano"81. Ed or dite che l'umana iniquità non è assai. L'uomo ed il cristiano commette eccessi di male che si direbbero incredibili se non fossero veri.

  2. Fu un tempo in cui il mondo attonito guardava a Valeriano, magnifico re di Roma, che venuto nella Persia accompagnava come un fante vilissimo Sapore, il re di quella nazione, sì che quando questi avesse voluto montare a cavallo, Valeriano di subito piegava il dorso per servirgli di sgabello. Questo fatto di estrema ignominia è forse più unico che raro nella storia e lo si ricorda con pensiero di pietà. Ma Valeriano nol faceva già volontariamente [166]quel servigio degradante, eravi costretto da necessità, perché movendo guerra a Sapore era caduto vinto nelle sue mani.

  Meraviglia altissima è che uomini e cristiani pieghino il collo a fine che sopra posi il piede Satanasso. Meraviglia è che lo pieghino il collo non forzatamente, ma con volontà deliberata. Lo sa il demonio di non poter passare se l'uomo

- 705 -non acconsenta. Perciò glielo domanda: "Curvati giù". E il cristiano non contende, non contrasta, non nega. Subitamente, se non con le parole, certo con il fatto, che è peggior danno che mai, si sommette e piega il collo ed è contento che il demonio passi pure innanzi e indietro a suo piacere. Cielo, cielo, che dici tu a tanto eccesso, non so più se di malizia o di demenza?

  3. Notate dippiù eccesso di iniquità. Il demonio dice semplicemente al cristiano: "Incurvati perché io passi sopra te". E non aggiunge altro. Ma il cristiano che fa? Il cristiano non solo curva il dorso, ma si prostra a terra. Voglio dire che commesso un peccato, subito ne aggiunge altro e poi altro, e così si pone terra a terra perché i demonii vi passeggino pur sopra a lor talento.

  [167]Poniamo ora questa similitudine. Supponete che un vile assassino sfuggito alla forca venga al figlio del re e gli dica: "Poniti con il capo a terra, che io vo' passar sul tuo collo". E quel figlio di re che di cuore obbedisse, dite, vi pare che ancora meriterebbe di comparire dinanzi alla presenza del real genitore?

  Ed i cristiani, che sono i figli del Re del cielo, piegarsi a Satana, il bugiardo e l'omicida fin da principio! E i cristiani prostrarsi, perché Lucifero ne faccia82 pur di loro tutto quello scherzo che gli talenta! Questo è un colmo di iniquità che non si reputerebbe possibile se non fosse vero.

  4. Eppure si fa di peggio. Uno può mettersi disteso sur una terra riservata o di cortile o di prato. In questo caso pochi di loro potrebbero passare sopra. Ma può uno stesso prostrarsi attraverso di una via pubblica. In questo caso egli è esposto agli insulti di tutti e come un ingombro di fango. Tutti possono darvi dentro con i piedi, tutti possono passarvi sopra con il corpo. Tutti, nessuno eccettuato, possono calcare su quel collo o sputare per ischerno su quel volto. Orrendo fatto! Quando voi cominciate a commettere un peccato mortale [168]di carnalità e poi un'ingiustizia grave

- 706 -per avarizia e poi una crudeltà per ambizione, quando ad una caduta aggiugnete altra e poi altra, come è proprio di tutti gli abituati, allora vi ponete come fango di terra in via pubblica, contenti che vi insultino tutti i demoni d'inferno.

  5. L'eccesso di cui abbiamo ragionato fin qui fa salire il sangue alla fronte, fa fremere nelle ossa. Ed or che faremo noi? Questo senza dubbio: alloraché Satanasso viene a presentarci una figura di ambizione, un oggetto di avarizia ovvero una rappresentazione qualsiasi di sensualità, scacciamo subito subito la rea tentazione. Il demonio non è un assassino? Non è un traditore infamissimo fra tutti gli infami? Sì che lo è. Ebbene, quand'ei presentasi allo ingresso della casa di nostra mente o del cuor nostro, scacciamolo subito con impeto. Ai traditori non si ricetto nemmeno per un istante. Agli infami si il bando per sempre.

  Se gli permettiamo a Satanasso un passaggio, subito si installerà come domestico e sarà difficile scacciarlo di poi ancora. Misera la debolezza nostra, mentre abbiam [169]bisogno <di> chi ci ammonisca a grandi riprese a non piegarsi dinanzi a Satanasso.

  Ma quanto a noi, nol commetteremo più mai questo eccesso di prostrarci avanti a Satana. Mai più, mai più. Quando voi, o Gesù Cristo, ritornate per convincere il mondo di peccato, che sarebbe di noi se ci aveste a convincere di aver piegato ancora il collo a Satana? Che sarebbe di noi mai?

Riflessi

  1. Incredibile enormità, ma pur vera.

  2. Il demonio dice al cristiano: "Incurvati, che ti passi sopra", e questi si inchina.

  3. E non solo si inchina, ma si prostra.

  4. E non solo si prostra in terra riservata, ma nel fango di pubblica via.

  5. Eccesso! E noi, quando il Satanasso viene per sedurci, non lo ricacciamo negli abissi?





p. 704
80 Cfr. Gv 16, 5-14.



81 Is 51, 23.



p. 705
82 Nell'originale: faceva.



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