Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (III corso)
Lettura del testo

IL PANE DELL'ANIMA TERZO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica prima dopo Pentecoste Tenerezze di un padre

«»

[- 714 -]

Evangelio della domenica prima

dopo Pentecoste

Tenerezze di un padre

  1. [183]Il Signore considerò la sua beatitudine eterna. Videsi perennemente felice e bramò trasfondere la sua contentezza. In un eccesso di amore creò l'uomo innocente. In un eccesso di amore lo redense colpevole. In un eccesso di amore continua la grand'opera della santificazione dell'uomo quaggiù. Il profeta Ezechiele descrive in ciò le tenerezze del Signore e lo fa con parlare all'anima così: "Tu eri ignuda e piena di confusione. Or io passai vicino a te e ti vidi, e scorsi che il tempo tuo è il tempo degli amanti; allora distesi il mantello mio sopra te ed ho coperto la ignominia tua. Ho poi giurato ed ho fermato patto con te -- dice il Signore Iddio -- e tu diventasti mia"89.

  Tenerezze ammirabili! Concordano appieno con quello che ne scrive l'odierno Evangelo. Il Signore, per mostrare che egli vuol salvi tutti, e che già ha steso a questo scopo una via assai piana, tiene [184]questo discorso: "Siate misericordiosi come è misericordioso il vostro celeste Padre. Non

- 715 -giudicate e non sarete giudicati. Non condannate e non sarete condannati. Condonate e vi sarà condonato. Date e vi sarà dato; misura giusta, calcata, scossa e ridondante sarà versata nel seno vostro, perché colla stessa misura con cui avete misurato sarà misurato a voi"90.

  Buon Dio, come siete grande nelle vostre misericordie! Che poteva aspettarsi di meglio l'uomo a fine di operare la salvezza sua? Poniamo almeno attenzione a queste tenerezze ineffabili con cui il Signore provvede alla salvezza de' figli suoi, e consoliamo il cuor nostro.

  2. Immaginate qui una donna di real corte, che lasciato il reale palagio è uscita alla piazza e che ora come una prodiga va errando per i campi, contrastando con gli animali immondi il cibo di poche ghiande. Quanta miseria e quanta confusione! Ma viene il principe per irsene a caccia e scorge , come un'Eva peccatrice nascosta fra le foglie, la fuggita. Il re le dona una di quelle occhiate che dicono: "Ti perdono... ritorna...". Poi s'accosta e le pone intorno il mantello suo perché cominci [185]<a> ripararsi. In cuore a quella è già entrato il pentimento. Comincia <ad> amare il benefattore. Il re le dona caparra di amicizia e poi fa patto di sposarsela, e finalmente vuol che sia tutta per lui.

  Ammirabile incontro! È lo incontro di Dio con l'anima peccatrice. Il Signore comincia <a> darle un'occhiata amorevole e poi fa intendere la voce sua con dire: "Vieni!". Se l'anima acconsente, Iddio forma gli sponsali e poi celebra le nozze con quella, finché dica: "Tu sei tutta a me", e con questo stabilisca il fondamento di una amicizia intima, di una società cara e duratura.

  Qui dobbiamo confrontare chi sia Dio che viene a ricercare e chi l'uomo peccatore che gli è fuggito lontano. Da questo confronto emerge meglio la immensa tenerezza di Dio padre.

  3. Prendiamo ad esempio di questo un fatto scritturale. Valiamoci dello esempio di Maddalena. Questa donna era la

- 716 -pubblica peccatrice in Magdalo, tutta pomposa negli abiti, tutto strascico nelle vesti e incoronata di rose nel capo. Correvanle dietro gli amanti come a godimento alto. Ma nel mentre corteggiavanla tanto gli uomini, oh come al cospetto di Dio appariva [186]misera ed obbrobriosa! E n'ebbe pietà il Signore. Venne e passò e diedele una di quelle occhiate che poi volse a Pietro, che volse a Matteo e che convertilli a sé. La mente di Maddalena cominciò <a> rischiararsi, il suo cuore a commuoversi. Vide l'orrendo male commesso e cominciò <a> piangere. Fortunata la Maddalena! Fortunata l'anima nostra se è sollecita a sentire le divine inspirazioni ed a seguirle.

  4. Maddalena in quella che uscì in pianto dirotto, fu giustificata. Un padre comincia da guardare con due occhi di compassione il figlio che ha commesso un grave fallo. Il giovinetto si scompone in viso, se gli gonfiano gli occhi e poi esce in singhiozzo amarissimo. A questo punto il genitore s'abbraccia al figlio, gli suggerisce che si taccia pure, che non consideri il passato perché gli è perdonato appieno. Lo conforta a guardar nello avvenire, perché gli sarà doppiamente caro.

  Così Gesù Cristo con la Maddalena. Appena che scorse l'amore del suo pianto, coprilla con il manto della giustificazione. Tolse poi a difenderla contro al fariseo che la scopriva donna infame, e disse: "A costei [187]è stato perdonato molto perché molto ha amato". Si rivolge poi a lei medesima, e le diede quel conforto che solo poteva valere per consolare il suo cuore desolato. Dissele dunque Gesù: "Remittuntur tibi peccata tua"91. Qual consolazione per un'anima che tutta si strugge per il male di tante colpe commesse!

   5. Proseguiamo nello esempio di Maddalena. La fortunata, appena intese che già Gesù avevale perdonato, non pensò più che ad accostarsi ogni più a lui. Lieta quando poteva ascoltare i discorsi che uscivano dal suo labbro, ne custodiva poi con religiosa cura ogni parola, e così disponevasi- 717 - per meritarsi che Gesù facesse con lei sponsali di amicizia santa. Accettò Maddalena e gli fu poi così fedele che, già non pensando ad altro, non aveva che Gesù nel cuore e nella mente sua. Sfidava gli scherni dei giudei in tempo della passione del suo Salvatore. Sfidava le minaccie dei soldati sulla via e presso alla croce del Calvario. Sfidò gli armati che stavano a custodia del sepolcro di Gesù e volle così sino all'ultimo mostrare di esser ben riconoscente all'immenso beneficio[188] che Gesù avevale fatto con chiamarla a sé.

  6. Finalmente Gesù elesse affatto per sé Maddalena, a fine di condurla non solo a grado eminente di santità, ma ad un merito di confidenza ammirabile. Dopo la risurrezione, Gesù appare pel primo alla Maddalena e le dice: "Recati ai fratelli miei, i discepoli, e di' loro quello che hai veduto, che cioè Gesù è risorto da morte". La Maddalena si affretta ministra delle ambasciate del suo Salvatore e aiuta ella medesima a salvar anime. Tempo di poi Gesù la chiama a lasciar la Giudea ed a recarsi fino a Marsiglia per scegliersi una solitudine. Obbedisce sollecita e qui per uno spazio ancor lungo di quaranta anni dimora in colloquio di affetto dolcissimo col suo Signore.

  Anime che avete incominciato <ad> amare il Signore, vi piace la lezione di questo ? Ebbene, seguitela. Anime peccatrici che giacevate già nude ed obbrobriose, ditemelo or voi, come siete ricoperte di ammanto di virtù? Come giocondate in cuor vostro? Ditelo voi a tutti che ammirabili sono le tenerezze che Dio padre usa ai suoi.

Riflessi

  1. [189]Tenerezze di un padre.

  2. Iddio per il primo chiama l'anima dallo abisso di sua miseria.

  3. E la riduce a sé come la Maddalena peccatrice.

  4. E come con la stessa stabilisce patti di amicizia.

  5. In questo stato l'anima gode di dar prove di fedeltà.

  6.  Finché Dio tutta la chiami a sé.





p. 714
89 Ez 16, 7s.



p. 715
90 Lc 6, 36-38.



p. 716
91 Lc 7, 47s.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma