Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (III corso)
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IL PANE DELL'ANIMA TERZO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica decima dopo Pentecoste Il Signore è il servitore degli uomini?

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Evangelio della domenica decima

dopo Pentecoste

Il Signore è il servitore degli uomini?

  1. [250]Sono pur meschini di mente o maligni di cuore i figliuoli degli uomini! Si valgono dei doni del Signore per sfogare i propri capricci. Da Dio domandano ingegno, da Dio domandano gloria di onore, e ottenutolo godono in distemperarsi in ogni allegrezza mondana, se non forse in ogni peccato

- 752 -più manifesto. Che è questo? Dunque perché Dio vi colma di bene, e voi lo insultate a maggior fidanza? Che? Dunque Dio è il servo dei vostri capricci? Per tanto ha dei cristiani che cercano di adattare <a sé> l'Altissimo. Ascoltate la parabola del fariseo e del pub<b>licano e vedrete se non è punto così. Leggiamo in san Luca.

  "Gesù disse questa parabola per taluni che confidavano in se stessi come giusti e disprezzavano gli altri: Due uomini salirono al tempio a fare orazione, uno fariseo e l'altro pub<b>licano. Il fariseo si stava ritto in piedi e dentro di sé pregava così: [251]Ti ringrazio, o Signore, che io non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri, come è anche questo pub<b>licano. Digiuno due volte la settimana, pago le decime di tutto quello che posseggo. Ma il pubblicano, stando da lungi, nemmeno voleva alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Signore, abbiate pietà di me peccatore. Vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, poiché chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato"116.

  Chi l'avrebbe detto che quel fariseo, regalato già da Dio di tanti doni, avesse poi a discorrere per lode propria in sì strana guisa e con tal detrimento della fama del prossimo?... Ma non è sol quegli. Trova compagni nel Cristianesimo. Di ciò se ne duole altamente il Signore. Per bocca di Isaia se n'attrista così: "Tu mi hai fatto servire ne' tuoi peccati, mi hai affaticato nelle tue iniquità"117. Può darsi di questo opera più iniqua? O cuore di cristiani, intendete e risolvete.

  2. Fu un tempo che il cielo vide il Figlio di Dio scendere in terra per servire gli uomini. In questa terra che calchiamo gli uomini volsero lo sguardo in volto al [252]Redentore. Nel cielo e sulla terra levossi poi un grido di meraviglia che diceva: "Così Dio ha amato il mondo, da dar per esso il suo Figliuol unigenito"118. In dirlo non sapevano più che aggiungere e rimanevano a guisa di attoniti e di sbalorditi.

- 753 -  I profeti santi, i quali mille anni addietro videro in ispirito i servigi di sudore, di patimenti e di agonia che avrebbe sostenuto il Salvatore, dolevansi come desolati e non sapevano abbastanza convincersene. Cielo! Ed or che direbbero quei personaggi santi in vedere che, dopo quasi duemila anni che Gesù si umiliò fino al legno della croce, gli uomini poi ed i cristiani avessero ancora a disporre con tanta malignità?

  Eccesso pretendere che Dio faccia loro da servo per poter essi sfogar più lieti i propri capricci di peccato! Eppure tanta ingratitudine si . Iddio buono dona ricchezze, dona talenti, dona forza di corpo. Iddio dona regalo di scienza sacra, ricchezza di Sacramenti e di grazia. Ma di tutto questo a che se ne valgono gli uomini? Si valgono dello ingegno di natura per peccare. Si valgono pur troppo anche dei doni di grazia per peccare più ingratamente.[253] Dispensatemi da fare enumerazioni, perché son troppo odiose.

  3. Pensate nondimeno che il Signore specialmente con certi peccatori par che fin duri stento a sostenerli. Sostiene fatica in sopportare i peccatori abituati. Buon Dio! Il Signore, che è l'altissimo, li conserva in salute perché facciano il bene, ed essi commettono ogni sorta di iniquità! Il Signore soprassiede a castigarli come pur potrebbe, ed essi fanno a fidanza in peccare più dissolutamente. Il Signore pone a riparo la sua mano per difenderli dai demoni perché non li assorbano, ed essi moltiplicano i loro eccessi e non pensano un istante per dire: "Ho peccato, o Signore".

  Ah, se un servo qualsiasi usasse inverso a voi la metà degli strapazzi che certi peccatori usano verso a Dio, certamente che gridereste giustificazione all'onor della persona vostra! Nondimeno il Signore tace, ma perché tace, i peccatori moltiplicano le loro iniquità e consumano i giorni nelle scioperatezze e nella offesa di Dio, che li benefica tuttavia così largamente.

  4. Ma che mostruosità è questa mai? Basilio imperatore andava per suo divertimento alla caccia. Fu assalito da un cervo [254]che tolse a farlo ballonzare sulle sue corna. Un contadino accorse e salvollo. Per questa felice ventura, tutti aspettavano che il fortunato venisse poi dallo imperatore elevato a ricco posto di condizione. Però Basilio pervenuto

- 754 -appena a corte disse: "Nol sapeste ancora? Chi mi ha involto nel pericolo fu quel contadino tristo... Comando che sia subito appiccato"... Meschinello! Dopo breve ora fu veduto palpitante su di un ceppo colui che tutti aspettavano che fosse onorato con applauso di tutto un popolo. Questo fatto si registra come un esempio di ingratitudine e di infamia eccessiva.

  Ma si verifica spesse volte infra i cristiani. Noi andiamo alla caccia dei divertimenti, che sono spesso o pericolosi o manifestamente disonesti, e intanto ci lasciamo sorprendere dalle corna di tanti demoni infernali. Gesù Cristo, salvatore pietoso, viene e pone la destra perché le creature degli elementi terrestri, ovvero degli spiriti infernali, non ci nocciano. E noi che ci scorgiamo salvi, noi diciamo: "Non è Dio che ci ha liberati". Pretendiamo essere salvati da noi e ce ne vantiamo con aggiungere, più ingrati dei giudei: [255]"Gesù alla croce! Gesù alla croce!" E con il fatto lo sospingiamo fin su quel vertice finché muoia.

  Ah, fratelli, pietà per Gesù che muore! Pietà per il Salvatore che ci libera da morte! Se sapesse <di> giovarci, il Salvatore si porrebbe ai nostri piedi per supplicarcene. Non ha già supplicato sulla croce? Però abbiamo bisogno di tanto perché a Dio risparmiamo tanta ignominia? Basta fin qui, basta fin qui. È troppo che Dio l'abbiamo fatto servire nei nostri peccati con tanta crudezza in passato. È troppo che il Signore l'abbiamo quasi oppresso con fargli sopportare il peso di tante iniquità passate già in abito. Basta fin qui. Troppo enorme è l'onta che l'uomo si abusi orribilmente così della bontà del Signore.

Riflessi

  1. Il Signore è il servitore degli uomini?

  2. Gesù Cristo ha già fatto le parti di servo nell'alto mistero della divina incarnazione.

  3. Ma i peccatori, e fra questi gli abituati, stancano la pazienza del divin Salvatore.

  4. Fino a quando si vedrà infra gli uomini mostruosità tanta?





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116 Lc 18, 9-14.



117 Is 43, 24.



118 Gv 3, 16.



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