Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (III corso)
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IL PANE DELL'ANIMA TERZO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica decima prima dopo Pentecoste Un figlio del diavolo

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Evangelio della domenica decima prima

dopo Pentecoste

Un figlio del diavolo

  1. [256]Fu chi interrogò il filosofo e che gli disse: "Di tutte le creature quale è la più mostruosa?". Rispose il sapiente: "È l'uomo vizioso". Cotal giovanotto presentossi al celebre gesuita Udino dicendogli: "Sono ateo, non credo in Dio". Udino119 levossi a squadrare colui e non parlava, ma faceva atti di alta meraviglia. "Che guardate voi dunque così fissamente?". Rispose: "Guardo l'animale che si chiama ateo, perché finora è il primo che mi fu dato a scorgere".

  Interrogo il sacro Evangelo e domando: il cristiano peccatore, che è egli? E mi risponde la fede: egli è figlio del diavolo. Un figlio istupidito che non intende, che non sa parlare, che è tormentato da Satana, come il sordo e muto di cui leggiamo nell'odierno Evangelo. Ascoltatene il discorso testuale.

  "Gesù, partito dal paese di Tiro, venne per Sidone verso al mare di Galilea attraversando il paese della Decapoli. Allora [257]gli condussero innanzi un sordo e muto e lo pregarono di imporgli le mani. Gesù, trattolo in disparte, misegli un dito nelle orecchie e della saliva sulla lingua, quindi alzati gli occhi al cielo, diede un sospiro e disse: Effeta, che significa: Apriti. Incontanente le orecchie si aprirono, la lingua si sciolse ed egli parlava distintamente. Gesù proibì a quelli di parlare di ciò con chicchessia, ma ad onta del divieto eglino vieppiù si affrettavano di pubblicare il fatto, e pieni di stupore come erano, non cessarono di sclamare: Egli ha fatto bene ogni cosa, diede l'udito ai sordi, la favella ai muti"120.

  Un sordo che non ode è figura del peccatore che chiude le orecchie per non ascoltare gli ordini del Signore. Un muto che

- 756 -non apre bocca è segno del tristo che non vuol parlare per riconoscere il suo Dio. Povero peccatore! Sdegni <di> riconoscerti figlio del Signore?... Di chi sei dunque figlio? Non è punto dubbio. Il peccatore è figlio del demonio. Ascoltate ciò che ne scrive l'apostolo san Giovanni: "Voi siete del padre demonio e volete compiere i desideri del padre vostro"121. Scorgiamola [258]questa orrenda paternità, che forse un peccatore, inorridendo, non ritorni <ad> invocare il Signore del cielo.

  2. In quattro modi uno può dirsi figlio di altro: per natura, per adozione, per dottrina e per imitazione. Mi spiego più distesamente. Figli secondo natura sono i figli generati dal proprio padre. In questo senso nessun può esser figlio del demonio. Ovvero un dabben personaggio raccoglie dalla strada un orfano abbandonato e l'adotta per figlio. Questo si dice aver figli per adozione. Nemmeno in questo senso il demonio ha per suoi figli i peccatori. Ma uno si dice figlio di altro perché è stato da quegli istruito ed educato. In questo senso pur troppo che il diavolo è il padre di tutti quelli che ascoltano le sue massime infernali. Ovvero uno si dice figlio di tal padre perché di lui ne imita i costumi del discorrere, del trattare. In quest'altro caso, che <è> orrendo a dirsi ma che pur troppo è vero, i peccatori sono per imitazione figli del demonio.

  Peccatori che vi avanzate pettoruti, vantatevene pure, siete figli di un padre cornuto. Voi passeggiate come divinità su questa terra. Pretendereste che tutti si [259]inchinino al vostro passaggio? Ma siete figli d'un padre troppo brutto. Possibile che voi soli non inorridiate in sentirvi dire che siete figli del demonio?

  3. Veramente figli del demonio i peccatori tristi, perché ad altro non aspirano che di rassomigliargli. Nella ambizione non hanno confine. In accumulare ricchezze dicono sempre: "Mila sopra mila, milioni sopra milioni". E nello sfogo delle loro o disonestà o crapule o vendette o gelosie, pensate se pongano

- 757 -mai misura. Gridano sempre: "Affer, affer"122, e in mangiare e nello scapricciarsi sono insaziabili. Sicché che dovrebbero far più per rassomigliare a Satanasso? Più farebbero se a ciò avessero maggiori le forze. Ma appunto dove non giungono con le forze, arrivano con il desiderio. Con questo vanno innanzi nella brama di vendette, di lascivie, di seduzione, di inganno turpissimo.

  Fanno ancor più che non faccia Satanasso medesimo. Il Lucifero si rode di rabbia, ma è can legato alla catena. Questi si trasformano in persona di personaggi retti ed entrano ancor negli ovili più custoditi. Entrano nei chiostri, entrano nei santuari, entrano nelle famiglie cristiane ancor le più religiose, e [260]vi intromettono un libro pericoloso, un foglio mondano, una fotografia seducente. Poi discorsi liberi, poi tratti confidenziali che poi menano a cadute rovinose. Avrebbe osato Satanasso, che è spirito benché maligno, involgersi in quella sozzura di materia? Ed ha trovato i suoi ministri, i peccatori scandalosi, gli abituati bestemmiatori, gli ingordi rapaci. Di questi si serve il demonio e questi fanno ancor più che non faccia Satanasso medesimo.

  Quanta rovina d'anime hanno menato gli apostati, gli eresiarchi dei secoli passati! Quanti ne mandano a perdizione in giornata quegli uomini perdutissimi che sembrano vivere per spargere la dissoluzione nella Chiesa di Gesù Cristo! Son veri figli del demonio. Veri demoni in carne, contro ai quali sarà un riservato per versarsi il vaso dell'ira del Signore.

  4. Rapportiamoci a quello che sarà per avvenire alla fine del mondo. Vedrannosi allora i figli del demonio, questi che adesso passeggiano come divinità sulla terra. Si vedranno un ! Che terrore a trovarsi tra le branche di Lucifero, che vuol dire di un traditore, di un ribelle, di un delinquente, reo di lesa maestà! Allora si [261]riconoscerà <la colpa>, ma s'avvedranno che troppo tardi sonosi conosciuti <colpevoli> per poter riparare.

  Molto più rabbrividiranno in scorgere la felicità che circonda- 758 - i figli di Dio. Questi, che sulla terra sono passati o nell'abbandono ovvero nel dispregio, allora appariranno in tutta la gloria di figli che sono stati adottati da Dio. Compariranno in quello splendore vivo che ben si meritano, figli i quali sonosi regolati secondo le massime del Padre celeste, e per quanto poterono ne imitarono altresì le virtù di perfezione e di santità.

  Che dite, fratelli miei? Vi pare che grande sarà un la gloria e la gioia che verrà a circondarvi?... Ebbene, incoraggiatevi per essere figliuoli al Signore sempre più cari. I figli del demonio compassionateli nell'intimo del cuore. Qual pietà che un cristiano, potendo esser figlio di Dio, elegga di essere figliuolo di Satanasso!

Riflessi

  1. I figli del diavolo.

  2. I peccatori per due infelici capi sono infelici figli del demonio.

  3. Son figli e ministri di Satana che operano di vantaggio le imprese di rovina.

  4. Vedrassi un giorno.





p. 755
119 Si tratta del gesuita francese François Oudin (1673-1752), teologo ed erudito.



120 Mc 7, 31-37.



p. 756
121 Gv 8, 44.



p. 757
122 Pr 30, 15.



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