Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (III corso)
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IL PANE DELL'ANIMA TERZO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica decima quarta dopo Pentecoste È mondo il cuor nostro?

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Evangelio della domenica decima quarta

dopo Pentecoste

È mondo il cuor nostro?

  1. [275]Sono qui per farvi una interrogazione. Ditemelo: è poi mondo il cuor vostro? Voi avete peccato e vi siete doluti, avete peccato e ve ne siete confessati. Ed ora è poi mondo il cuor vostro? Facciamoci a scoprire, perché finalmente questo è atto che importa sopram<m>odo. Se il vostro cuore è mondo, non sarà più tanto attaccato alle cose di terra.

  Dice il Signore nel santo Evangelo: "Nessuno può servire a due padroni, poiché o porterà odio all'uno e amore all'altro, o sarà affezionato al primo e disprezzerà il secondo. Non potete servire a Dio ed alle ricchezze. Per questo vi dico: non vi prendete ansietà né di che sostentare la vita né di che ricoprire il vostro corpo. La vita non vale ella più che il cibo e il corpo più che le vestimenta?... Guardate gli uccelli dell'aria, i quali non seminano, non mietonoriempiono i granai,

- 766 -eppure che il vostro Padre celeste [276]li pasce. Non siete voi assai più che non essi? Ma chi è di voi che con tutto il suo pensare possa crescere di un cubito la sua statura? E perché siete tanto solleciti del vestito? Vedete i gigli del campo come crescono, essi non lavorano e non filano. Or io vi dico che nemmeno Salomone con tutta la sua magnificenza fu mai vestito come un di questi. Se dunque in tal forma Dio veste un'erba del campo, che oggi è e domani vien gettata nel letamaio, quanto più voi, gente di poca fede? Non vogliate dunque angustiarvi dicendo: Che cosa mangeremo o che cosa ber<r>emo o di che ci vestiremo? Poiché di tutte queste cose si prendono cura i gentili, ma il vostro Padre sa che di tutto questo abbisognate. Cercate dunque in primo luogo il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date di soprap<p>iù"128.

  Che vi dice intanto il cuor vostro? Siete mondi nell'anima? Scrive Geremia: "Lava, o Gerusalemme, il cuor tuo dalla malizia. Fino a quando dimoreranno in te pensieri nocivi?"129. Rispondiamo noi a questa seria interrogazione. Affrettiamoci a lavare il cuor nostro ed a scacciarne dal cuore i pensieri nocivi.

  2. [277]Ha tante anime giuste le quali commettono molti peccati veniali di vana stima, di impazienza, di disattenzione al proprio dovere. Queste se ne dolgono e poi se ne confessano e con questo nettano il loro cuore. Facendo così lo nettano bensì, ma non lo lavano il loro cuore. Perché sia ben purificato convien che le anime detestino con dolor veemente le loro colpe, che le abborrano con odio vivo. Bisogna che di quelle loro leggerezze ne concepiscano una disistima e un orrore quale si merita un'offesa qualsiasi che maliziosamente reca ingiuria allo Altissimo.

  Ascoltate questo esempio. Teresa non è dubbio che, essendo ancor giovinetta, di tempo in tempo non confessasse le sue colpe. Le colpe per vero erano veniali, ma erano molteplici,- 767 - di perditempo nelle vanità, di leggerezza nelle letture vane, di capriccio nella ambizione e simili. Confessavasi e se ne doleva all'atto, ma non riusciva ad abborrire come si deve da un'anima assai fedele le colpe sue. Apparvele dunque il Signore, teneva nella destra un pannolino bianco bensì, ma tempestato in tutto da macchiuzze nere. Inorridì Teresa e domandò: "Che è questo dunque?...". E Gesù [278]a lei: "Quest'è simbolo dell'anima tua ed un segno che tu dalle colpe veniali passerai alle gravi e ti dannerai, se meglio non provvedi alla sicurezza tua". Oh come di cuore prese allora a detestare la malizia della colpa! Non solo nettò il cuore suo, ma lavollo poi fino ad esserne pienamente monda.

  3. Il vostro cuore è dunque mondo? Guardate se in esso dimorino come in casa propria non i pensieri peccaminosi, che sarebbe troppa sciagura, ma i pensieri nocivi. Avete voi attacco alle ricchezze, alle comodità, alla propria stima? Cercate collo affetto divertimenti e conversazioni mondane? Segno è che il vostro cuore è netto bensì, perché è salvo dal peccato mortale, ma che non è lavato, perché non è senza i suoi affetti terreni. Finché i pensieri vanno e vengono e ritornano, purché voi li scacciate, non è male di sorta. Il male è quando voi cerchiate che dimorino tranquilli in cuor vostro.

  Figuratevi che in custodia vostra sia dato un vaso chiuso di purissimo miele. Le mosche e le zanzare vanno e vengono, ripartono e ritornano ma son sempre inquiete e rabbiose perché dentro al vaso [279]non vi possono metter dentro la proboscide. Ma se voi apriste per un sol momento il vaso, allora gli insetti si caccierebbero entro con smania e il vostro liquore resterebbe guasto.

  Il vaso è la mente vostra. Tenete ben custoditi i sensi dell'occhio. Custodite il senso del parlare o del sentire. I pensieri, non trovando di poter entrare, se ne andranno. O se ritornano, dovranno ripartirsene più sturbati che prima. Anime giuste, è dunque mondo il cuor vostro?... Interrogate la coscienza vostra. Se vi dice che voi non avete affetto veruno ai pensieri nocivi, allora mondo sarà il cuor vostro.

  4. Se non che, per ottener che il cuore sia mondo, basterà forse un dolor leggero delle colpe? Anzi, convien che sia veemente- 768 - assai. Distogliete affatto il cuor vostro dalle terrene vanità.

  Gli ebrei che erano nello Egitto abbominavano la tirannia di Faraone e la stoltezza delle idolatriche adorazioni. Ma non così che nel loro cuore non rimanesse ancor qualche affetto a quelle cipolle, a quegli agli, a quelle carni. Partironsi dunque di e vennero al deserto dove poi furono pasciuti da un [280]cibo prodigioso, la manna celeste. Ma credete che se ne contentassero quelli?... Anzi cominciarono a risuscitar in sé l'appetito di quei carnami ed a desiderarli. Mano a mano scemavano il gusto per la manna scesa dal cielo. Infine vollero satollarsi ancor di carni e con mangiarne fino alla crapula morirono poi miseramente molti di loro. Gli altri, che forse non inghiottirono ma n'ebbero desiderio, poco a poco passarono alle leggerezze più gravi di ambire, di mormorare, di calunniare. Poco a poco diventarono idolatri. Credereste? Quel popolo d'Egitto che fu scorto trasportarsi con tanti prodigi nel deserto, si vide in molta copia prostrarsi dinanzi al dio della materia pagana.

  Ed or vantatevi con dire che aver un affetto od un'ambizione leggera è mal da poco. È male che può dare tristissime conseguenze. Una puntura di cuore può dar la morte, una freddatura trascurata può portar alla consumazione, una ferita leggera può produrre il tormento di piaga avvelenata e quindi l'agonia di morte. Che dite, che dite? Non ditelo più che una colpa leggera è male da poco. Può divenire male pessimo. Pensiamo tutti a lavare [281]pienamente il cuor nostro, lo che è molto meglio.

Riflessi

  1. È mondo il cuor vostro?

  2. Il cuor vostro lo lavate poi, ovvero lo nettate semplicemente?

  3. Guardate che entro non dimori la polvere dei pensieri nocivi.

  4. Ciò solo potrebbe bastare per dar morte all'anima vostra.





p. 766
128 Mt 6, 24-33.



129 Ger 4, 14.



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