Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (III corso)
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IL PANE DELL'ANIMA TERZO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica decima quinta dopo Pentecoste Voce di scotimento universale

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Evangelio della domenica decima quinta

dopo Pentecoste

Voce di scotimento universale

  1. [282]Con una voce di voler divino furono creati dal nulla il cielo e la terra. Con un cenno della voce di Gesù Cristo si acquetarono i mari in burrasca, si guarirono gli infermi, si risuscitarono i morti. Eccovi quanto riferisce lo stesso Evangelo di questo .

  "Gesù andava ad una città chiamata Naim e andavano con lui i suoi discepoli e molta turba di gente. Ed essendo vicino alla porta della città, ecco che veniva portato alla sepoltura un figliuolo unico di madre vedova, e molte persone della città lo accompagnavano. Il Signore, vedutala, ne fu mosso a compassione e le disse: Non piangere. E avvicinossi alla bara e la toccò, quelli che la portavano si fermarono, e disse: Giovanetto, levati su, io tel comando. E il morto si alzò a sedere e cominciò a parlare, ed egli lo rendette a sua madre. E tutti furono presi da un gran timore e glorificavano Dio [283]dicendo: Un gran profeta è apparso in mezzo a noi e Dio ha visitato il suo popolo"130.

  Una voce di Gesù Cristo risuscita i morti di Palestina. Con un grido della sua voce commoverà poi l'universo. Anzi non egli, ma un angelo in nome del Signore darà fiato alla voce di tromba. Scrive qui san Giovanni: "Viene131 l'ora nella quale tutti quelli che sono nei monumenti udranno la voce del Figliuol di Dio e verranno innanzi; quelli che hanno fatto il bene nella risurrezion della vita, quelli poi che fecero il male nella risurrezion del giudizio"132. Esaminiamo parte a parte il terrore di questo suon di tromba, perché alla voce di quella si scuoteranno cielo e terra.

- 770 -  2. La voce di un monarca potente è sempre voce imponente. Gli antichi ebrei solevano ricevere l'ordine di comando del proprio sovrano a suon di tromba. A suon di tromba adunavasi il gran consesso della nazione. A suon di tromba intimavasi la guerra contro agli avversari vicini. A suon di tromba adunavasi il popolo per le feste ed a suon di tromba movevano poi gli accampamenti da luogo a luogo.

  Il suon di tromba risuonerà presto un [284] a tutte le parti della terra. L'ordine di dar fiato alla tromba verrà da Gesù Cristo, monarca dell'universo; a suonare verrà poi l'angelo suo ministro. La voce poi di quello strumento l'udranno tutti quanti. L'udranno quelli che oggidì sono così restii ad ascoltare la voce di un predicatore o di un confessore. L'udranno quelli che adesso chiudono ambe le orecchie per non ascoltare le insinuazioni di un amico. Quei medesimi che per non sentire l'importunità d'una voce di profeta attendon per ucciderli tutti, anche questi udranno la voce del Figliuol di Dio. L'udranno benché morti da mille anni. L'udranno e per obbedire al precetto di quella voce dovranno presentarsi tutti quanti per rendere ragione del proprio operato.

  3. Allora finalmente si vedranno gli uomini quali sono stati nella loro vita. Adesso non si conosce. Vivono i buoni insieme ai rei. Spesse fiate i cattivi sono prosperati e passeggiano in onore come divinità su questa terra. Ma è venuto il tempo della giustizia. Allora gli eletti verranno innanzi nella risurrezion della vita, e saranno leggeri,[285] splendenti, cari sommamente a Dio, gloriosi a vedersi da tutti.

  Risusciteranno anche gli scellerati, e questi verranno innanzi per la risurrezion della condanna. Non vi dico come saranno fetidi, pesanti, orridi, perché risorgeranno per confondersi con i reprobi dello inferno! Quale mutamento! Fedeli del Signore, non invidiate giammai gli empi. Vedendoli compatiteli e pregate per loro. E se qui fra voi è un tristo solo, deh che apra gli occhi e osservi la condanna che gli sovrasta. Siamo servi del Signore. Convien a Dio che almeno un faccia giustizia inesorabile.

  4. Al suon di quella tromba tutti accorreranno. Gli eletti in ordine di dignità, e questi <a>scenderanno in alto ad incontrare

- 771 -Gesù Cristo loro salvatore; i reprobi per ordine di scelleratezza, e questi starannosi sulla terra per aspettar che venga.

  Fu un tempo che Federico Barbarossa, venuto a Pavia, minacciava di esterminare la città di Milano. I cittadini di questa oh come vennero supplichevoli a gemergli dinanzi! Ma non era più tempo. Federico venne e abbatté la città, fecela spargere di sale e comandò che sulle rovine salate [286]si conducessero a tutti i lati i carri di campagna.

  I reprobi alla vista di Gesù che è per venire sospireranno con altissimo gemito, ma quell'ora non è più di misericordia. È scritto che la misericordia si serba per l'uomo finché ei viva quaggiù. Dopo morte e al giudizio è giustizia severa e inesorabile.

  Vedrannosi dunque i reprobi separati dagli eletti e troveranno che omai non è più riparo di sorta. Son divisi per sempre. E i giusti applaudiranno colla voce, applaudiranno colle mani e diranno: "Siete giusto, o Signore, rette sono le vostre giustizie". È gloria per un re distinguere i ribelli a fine di castigarli. I reprobi udranno tutto questo e intanto aspetteranno la voce di condanna che li attende.

  <5.> In quel momento dell'universale giudizio non si bada dunque ad altro che al bene od al male che <ognuno> ha fatto. Sia come si voglia un cristiano, povero e cencioso, ignorante e meschinello, ma se egli avrà camminato con semplicità alla presenza di Dio, egli sarà salvo. Altri poi comec<c>hessia ricco e potente, dignitoso e istruito in tutte le cose della [287]umana scienza, ma se avrà trascurato di fare il bene e che abbia operato il male, questi sarà senza eccezione condannato.

  Andate ora, e fidatevi dei giudizii degli uomini! Confidate nei grandi della terra! Invidiate i potenti ed i gloriosi! Semplici, semplici! Questi se non operano un vero bene secondo la fede e la religione, lavorano invano. Al giudizio del Signore nulla ottengono le grandezze umane. Che hanno a fare il valor di Annibale, la scienza di Archimede, la filosofia di Aristotile? si apprezza la povertà di Francesco di Assisi, la umiltà dei Pasquali Baylon, la scienza, ma vera, dei Tommasi, la filosofia, ma cristiana, dei Padri santi. Questo si apprezza. Fuori di ciò non è che inganno e perdizione. Ed or avete inteso se invero

- 772 -alla voce del Figliuol di Dio si commoveranno cielo e terra. Temiamo quella voce, temiamola tutti.

Riflessi

  1. Voce di scotimento universale.

  2. Il suon della tromba di finale risurrezione.

  3. [288]Al suon di quella voce accorreranno gli eletti e dovranno affrettarsi gli stessi reprobi.

  4. Verranno per ordine.

  5. Al giudizio di Dio poi non si considera altro allo infuori del bene ovvero del male.





p. 769
130 Lc 7, 11-16.



131 Nell'originale: venne.



132 Gv 5, 28s.



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