Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (III corso)
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IL PANE DELL'ANIMA TERZO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica decima ottava dopo Pentecoste Una prova per conoscere gli uomini

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Evangelio della domenica decima ottava

dopo Pentecoste

Una prova per conoscere gli uomini

  1. [304]Una prova per conoscere il valor delle cose è molto utile. Con uno strumento di prova i periti giudicano della veracità dell'oro, del pregio delle gemme, della qualità schietta ovvero adulterata dei cibi e delle bevande. Un metodo

- 781 -sicuro di prova è molto accreditato. Ed or mi sarete grati a me mentre vi addito una prova non meno sicura per conoscere le persone. Benché non a me mostrate grato animo, ma al Signore, perché egli è desso che ve lo porge.

  San Paolo scrivendo a nome di Dio a quei di Efeso diceva: "Qualsiasi discorso cattivo non esca dalla bocca vostra, ma se ne emettete dei buoni, sieno ad edificazion della fede e per dare la grazia a quelli che ascoltano"140. Questo dell'Apostolo concorda con quello che ricaviamo dal santo Evangelo. Ascoltatene per intero il testo evangelico.

  "Gesù, montato in una piccola barca, ripassò il lago ed andò nella sua città. [305]Quand'ecco gli presentarono un paralitico giacente nel letto. E Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: Confida, ti sono perdonati i tuoi peccati. E tosto alcuni degli scribi dissero dentro di sé: Costui bestemmia. E avendo Gesù veduti i loro pensieri disse: Perché pensate voi male in cuor vostro? Che è più facile dire: ti sono perdonati i peccati, o dire: sorgi e cammina? Or affinché sappiate che il Figliuolo dell'uomo ha la podestà sopra la terra di perdonare i peccati, sorgi -- disse al paralitico -- piglia il tuo letto e vattene a casa. Ed egli si drizzò e andossene a casa sua. Ciò vedendo, le turbe si intimorirono e glorificarono Dio che tanta podestà diede agli uomini"141.

  Fermiamo qui l'attenzione sopra la malignità di quelli che, vedendo perdonarsi da Gesù Cristo i peccati, prendevano a mormorarne dentro di sé e al di fuori con tutti. Che segno è questo mai? Segno del vizio fradicio che è nel cuore. Volete finalmente conoscere quali siate voi stessi e quali gli uomini che vi circondano?... Guardate ai discorsi che siete soliti tenere. La prova per conoscere gli uomini sono i loro discorsi.

  2. [306]Un cristiano saggio si portabene come si racconta del giovine Luciano che fu poi martire. Dicono i contemporanei che il suo viso era sempre sorridente, le parole

- 782 -soavi, che l'animo era sempre eguale e caro, e che in tutto il portamento mostrava tal prova di saggezza e di perfezione che i cristiani in vederlo edificavansi a bene ed i pagani medesimi che se ne convertivano.

  E il vostro tratto come è esso? Parlate con soavità? Avete sempre il miel della dolcezza sulle labbra? Avete un discorrere modesto e puro? E ponete mente se anche osservate tal carità col vostro prossimo? Agostino vescovo aveva scritto sopra la parete di sala che chiunque volesse morder la fama del prossimo si ricordasse che tale non era luogo a ciò. E castigava rigorosamente ogni parola che in questo proposito avesse udita meno che caritatevole. Ma voi sareste per caso facili a criticare, più facili a biasimare, facilissimi a calunniare perfino?...

  E poi osservate come <sia> il discorso vostro in discorrere di Dio, della santa religion di Gesù Cristo, del pontefice, dei sacerdoti, dei Sacramenti. Santa Teresa dice che [307]sarebbe volontieri morta per sostenere la dignità di un rito qualsiasi di santa Chiesa.

  Fratelli, fratelli! Quando dalla bocca di un uomo esce putrido il fiato, è segno che entro ha i visceri infetti. Né vale scusarsi con dire che i discorsi vengono fuori senza avvedersi. Non avete la porta, le labbra, e le serrature, i denti, per impedire che vi escano i discorsi rei? Valetevene.

  3. Siamo tutti cristiani buoni, siamolo cristiani perfetti! Abbiamo tanto male da riparare, tanti peccatori a salvare, tanta gloria per procacciare a Gesù Cristo. Facciamo discorsi buoni per edificare il prossimo e per salvare le anime. Facciamoli non per ostentazione, ma con schiettezza di cuore. Non per ambizione, ma per carità. Il prossimo nemmen si deve avvedere della carità che gli facciamo con un discorso pio.

  Leggiamo nella Scrittura Santa di Booz che vedendo a distanza la povera Rut a spigolare dopo la mietitura, diceva ai mietitori: "Lasciate cadere in abbondanza delle spiche e dei manipoli benanco, affinché la meschinella consoli il cuor suo". Imitiamo questo costume. Un discorso fatto con autorità perde di suo prestigio. Un discorso fatto con ostentazione o con [308]studio non è più discorso che piaccia. Deve essere un discorso che parta con retta intenzione dal fondo del

- 783 -cuore. Oh, se molti usassero discorsi santi, quanto più facilmente sarebbe convertito il mondo dei tristi e degli indifferenti!

  4. Perocché un buon discorso giova a quelli che cominciano a far bene come un cibo ristoratore ai convalescenti che risorgono da una grave malattia. I discorsi buoni giovano ai savi cristiani come al profeta Elia giovarono quei pani142 di proposizione per giungere al vertice del monte Oreb con un cammino di quaranta giorni.

  I discorsi buoni giovano ancora ai perfetti come il suono dell'organo e il canto armonico dei giovinetti pii, che in tempio santo danno lode incessante alla maestà del Signore. Intanto quei discorsi danno gioia come a trovarsi in un'anticamera del paradiso. Rischiarano la mente, confortano il cuore, aggiungono lena al corpo.

  Ben avventurato quel cristiano il quale è atto a proseguire discorsi sempre buoni di edificazione. Egli passa in benedizion su questa terra, è salutato con gioia dagli angeli del paradiso. Egli passa sua vita quasi angelo e quasi salvatore per confortare [309]e per salvare. Che dite, che dite? Non è sorpresa altissima che un cristianello possa dar saggio di tanto bene infra gli uomini? E saremo i ben avventurati se ci guarderemo che dalle nostre labbra non escano discorsi cattivi, ma dei buoni sempre.

Riflessi

  1. Una prova per conoscere gli uomini.

  2. Quali sono i discorsi nostri riguardo <a> noi od al prossimo ovvero a Dio?

  3. Discorriamo dunque con edificazione.

  4. Faremo bene a noi e procaccieremo salute a tutti.





p. 781
140 Ef 4, 29.



141 Mt 9, 1-8.



p. 783
142 Nell'originale: al profeta Eliseo giovarono quei passi.



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