Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al monte della felicità…
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ANDIAMO AL MONTE DELLA FELICITÀ INVITI A SEGUIRE GESÙ SUL MONTE DELLE BEATITUDINI

V.

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V.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno satollati.

San Matteo 5

  1. [37]Eccoti alla mensa dell'anima tua. Vi sono disposti cibi in ogni copia e varietà. Preghiere e mortificazioni, elemosine spirituali e corporali di qualsiasi buona qualità sono alimenti squisiti. In particolare, assistere ai santi sacrificii della Messa, ricevere i Sacramenti santissimi, meditare la legge santa del Signore e lavorare per piacere a Dio e per fare la carità al prossimo tuo sono imbandigioni presso alle quali l'anima si sazia con godimento sommo. Ma appunto come ad una mensa corporale sono diversi gli appetiti dei commensali, così sono svariati gli affetti di chi siede alla mensa dell'anima. Tu scorgi che ad una mensa preparata [38]v'ha chi si fa chiamare e chi si fa perfino attendere. Quando siedono presso ai cibi fumanti, vi ha chi divora con appetito e chi appena gusta. Intanto gli uni lodano la squisitezza del convito e gli altri dimorano a farne le critiche. Tu che assisti, quale giudizio pronunci sopra tanti commensali? Non è vero che quelli i quali mangiano con buona fame danno indizio di buona salute, e che gli altri manifestamente danno segno d'essere infermi ovvero male disposti? E tu qual commensale ti trovi essere alla mensa dell'anima? Se con molta avidità aspiri agli alimenti spirituali tu mostri d'aver gagliardia di virtù, ma se presto ti stanchi provi con ciò di essere appena incipiente nella via del bene.

  2. Osserva come altri più saggi di te fanno onore alla mensa del Signore, che è quella stessa dell'anima loro. A questa mensa vengono i missionari ed i predicatori del santo Evangelo, e questi con cuore di apostolo sclamano di continuo: "Vogliamo il cibo eletto, la [39]salute delle anime degli uomini". Percorrono poi colla velocità dell'affetto a tutte le parti della terra ed a modo di avidi continuano: "Dove - 201 -sono le anime? Dove sono tutte? Con il cibo della salute delle anime dobbiamo formare un pane degno di essere presentato a mensa dell'Agnello immacolato". A questa mensa dell'anima vengono i confessori invitti della fede e questi sfidano la potenza degli avversari se mai potranno giungere a staccarli di . A questa mensa si accostano i martiri e questi sfidano la ferocia dei barbari. Vengono i vergini e ancor questi si ridono di tutta la rabbia d'inferno e intanto ancor essi, per gustare alla mensa dell'anima, odianoaccanitamente in sé la parte ribelle della concupiscenza come tu la malvagità dello assassino che tentò di uccidere te e di rovinare la casa tua. A questa mensa benedetta si trova gente di ogni stato e di ogni età. Ah quanto sono gloriosi i figli che siedono con tanto tripudio alla mensa paterna!

  3. E come sono gloriosi e santi, così [40]sono lieti e beati. Pensalo tu: ad una copiosa mensa corporale l'uomo gode tanto che perciò gli sembra che stando non invecchi. Però molto più gode l'anima. Il corpo presto si stanca ancor dei cibi più prelibati, ma l'anima non mai. Cibo dell'anima è la stessa santità di Dio, epperò la fortunata quanto più mangia più ingrandisce. In questo la consolazione è ineffabile. La mente ed il cuore di chi siede al convito spirituale si inebbria<no> alla vista della maestà di Dio e della bellezza del paradiso. Gran conforto è dire: "Siedo alla mensa dello Altissimo ed ora io sono sicuro della benevolenza del Signor mio; anzi non sono io che vivo, è Iddio che vive in me!" 16. Falso è che i divoti alla mensa del Signore sieno malinconici, più falso è che provino pena a sedere a quella mensa. Domandalo al cristiano pio e ti risponderà che cibi salutari di opere sante egli è disposto ad assumerne quotidianamente quanto è possibile, ma per cibi malefici di ozio o di iniquità prova una pena indicibile quando per inavvertenza o [41]per fragilità ne gusti un frustolo solo. Gli apostoli del Signore che sedevano alla mensa universale nella terra tripudiavano nei godimenti. Spesse

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volte i confessori, i martiri, i vergini erano costretti <a> dire a Dio: "Alleggerite per un poco le consolazioni del nostro animo perché a noi ci sembra venir meno di godimento". Come tu ben vedi, il Signore si adopera per rallegrare i commensali suoi, come il padre magnifico che nel giorno della sua festa non omette squisitezza di cibo e varietà di regali e armonia di canti per rallegrare i figli suoi. Ti par dunque che le consolazioni di chi siede alla mensa dell'anima sieno assai più abbondanti dei godimenti di una mensa corporale?

  4. Ringrazia dunque il Signore che ti ha invitato a questa mensa. L'ottimo e santo Padre ti ha allontanato dai trastulli pericolosi del prato con dirti: "Beati i poveri". Ti ha ripulita la veste dell'anima con replicarti: "Beati i miti". Poi ti rivesìdegli abiti nuziali con aggiungere: "Beati quelli che piangono". Ed or qui ti incoraggia a pascerti con [42]ricordarti che beati sono quelli i quali hanno fame e sete della giustizia. Possa tu adesso saturar l'anima tua e inebbriare il tuo spirito finché sia cresciuto all'età matura di sedere poi alla mensa del Padre nel paradiso beato.

Riflessi

  1. Beato è chi sedendo alla mensa del Signore mangia con gusto.

  2. Possa tu in ciò imitare17 i figli più gagliardi del Padre, che sono gli apostoli, i martiri, i confessori ed i vergini del Signore.

  3. Quanto più assapori alla mensa dell'anima, più sarai beato.

  4. Ringrazia dunque Iddio che per diversi gradi ti abbia condotto fino a questa mensa eletta.

 

 





p. 201
16     Cfr. Gal 2, 20.



p. 202
17     Originale: invitare; cfr. ed. 1927, p. 195.



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