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Scena quarta. Carla e
detti.
CARLA. Ho inteso fino in primo piano
le grida di Ottavio. Che cosa è accaduto?
FORTUNATA. Fa lo gnorri, carina, che
ti sta tanto bene! Eri presente e non hai saputo impedire che la signora Elena
lo bastonasse.
CARLA. Eh, bastonasse! L'ha appena
toccato! Sapete ch'è smorfioso.
OTTAVIO. Eh, già smorfioso! Vorrei
che le avessi pigliate tu! (Piange.)
CARLA. Ma io non l'ho bastonato! Che
c'entro io! Rivolgetevi ad Elena.
CARLO (mite). Potevi però
impedire ch'Elena lo bastonasse…
CARLA. Credevo che scherzassero da
principio. Lottavano ed egli non piangeva.
OTTAVIO (singhiozzando). Causa
tua! Hai detto che dinanzi a me non si può parlare di nulla, perché lo riporto
alla mammina…
CARLA (arrossendo). L'ho detto
così… non mica perché mi sarebbe dispiaciuto che riportasse qualche cosa!…
Sapete che tra amiche si hanno tante cose da raccontarsi!
FORTUNATA. Immagino quello che queste
amiche si raccontano!
CARLA. Non puoi immaginarlo.
FORTUNATA. Non credevo di doverti
rimproverare ancora oggi la tua ingratitudine. Vieni, Ottavio! (Lo trascina
via.)
CARLA. Tu, poi, quando tua moglie ha
parlato, non c'è più verso di convincerti…
CARLO. Tu sei cattiva! È inutile che
perdiamo parole su questo argomento! Va ad aiutare Fortunata a finir di
preparare la stanzetta qui accanto. Qui firmeremo il contratto. (Carlo via.)
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