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Italo Svevo
Commedie

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  • IL LADRO IN CASA (Scene della vita borghese).
    • ATTO TERZO.
      • Scena quinta. Carlo e detti.
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Scena quinta. Carlo e detti.

 

CARLO  (porta un pacchetto che va a rinchiudere nel cassetto di destra).

FORTUNATA.  Cosa rinchiudi?

CARLO.  Delle lettere ricevute adesso.

FORTUNATA.  Tante?

CARLO  (amaramente). Non troppe! Sono circolari, alcuni conti correnti ed una commissione che ammonterà a cento franchi. Ho poca speranza anche oggi di guadagnare le spese.

FORTUNATAMuterà, muterà. (Ottavio senza farsi veder dal padre esce.)

CARLO.  Sì, sì. Muterà. Attendo questo mutamento da un anno! (Scoppiando.) Sai cosa c'è in quel pacchetto? Non lettere, non circolari. Son cinquemilaseicento franchi che devo mandare ad un mio creditore, altrimenti procede ad un sequestro. A tanto siamo giunti. E non son tutti, sai. Mancano mille franchi. Mille, capisci, una minuzia, ma non riesco a procurarmeli. Adesso il mio stato dovrebbe esserti chiaro. Siamo proprio sulla via del fallimento.

FORTUNATA.  Cosa vuoi farci? Tu non ne hai colpa! Alla peggio fallirai! Hanno fallito tanti prima di te, e sono ricchi e rispettati più di te, e marciano in carrozzaBriganti!

CARLOBriganti! Così diresti anche di me.

FORTUNATA.  No, perché tu hai fatto quanto è stato nelle tue forze per risparmiarti questa vergogna. Io anche. Non ho vissuto con una economia spinta all'eccesso? In tutto l'anno non mi sono fatta un solo vestito, eccetto questa camicetta. Ma se ti obbligano, allora devi (con doppio senso) fallire… come si deve.

CARLO  (accorato). Spero di non essere a questi estremi.

FORTUNATA.  Lo so. Son due anni che vai dicendo di essere prossimo al fallimento. (Improvvisamente.) Quanto ti deve Ignazio?

CARLO  (tentando di apparire indifferente). Non so.

FORTUNATATemo che sieno più di ventimila franchi.

CARLO.  Ma… circa.

FORTUNATAEra qui poco fa e mi pregò di avvisarti che per quell’affare… - quell'affare - non mi disse altro, potrete sapere qualche cosa di positivo appena dopopranzo.

CARLO  (nervosamente). E, dimmi, come appariva? Allegro?

FORTUNATA.  Ah, poveri noi! Tu hai qualche altra faccenda importante in corso con Ignazio!

CARLO.  Ma no! Te l'ho già detto! Ma perché avrei da tacertelo, se fosse? Ho forse l'abitudine di nasconderti le cose mie?… Era allegro?

FORTUNATA.  Come al solito. Da matto qual è. Ma perché t'interessa tanto di sapere di quale umore fosse?

CARLO.  Oh, bella! Non ho da interessarmi come vadano gli affari a mio cognato! e per di più un cognato che mi deve ancora ventimila franchi!

 




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