SCENA IV
Agnese, poi il dottor Pantini e dette.
Agnese. Ha scritto qui (porge un
biglietto da visita).
Elena. Che dice?
Serena (legge). Volo.
Agnese (tornando indietro).
Smemorata! C'è di là il dottor Pantini. Cerca della signora.
Serena (a Elena). Scusa. (Affacciandosi
all'uscio) Venga, dottore. Fa cerimonie lei?
Pantini. Temevo di disturbare. (Saluta
Elena e la guarda attentamente).
Serena. Segga. Accompagno un istante
questa mia amica. (Serena ed Elena escono).
Pantini. Agnese, un bicchier d'acqua.
Agnese. Al solito.
Pantini. Dunque è arrivata
all'improvviso?
Agnese. E voleva subito ripartire; ma la
signorina l'ha persuasa a restare per qualche giorno. (Mentre Agnese sta per
uscire, Serena rientra).
Pantini (a Serena). Quella tua
amica... è malata di cuore.
Serena. Come lo sa?
Pantini. Il colore della pelle, la
respirazione... (Ad Agnese che ritorna col bicchiere d'acqua). Grazie,
Agnese. (Agnese esce).
Serena. Credevo dicesse in altro senso.
Pantini. Oh, tutte le ragazze, si
capisce!... Meno qualcuna, forse. Non avrei avuto un gran merito nel fare tale
scoperta. No, è malata fisicamente di cuore, se non mi inganno.
Serena. Morrà presto?
Pantini. Potrà campare anche a lungo. Il
mal di cuore suol fare questo scherzo.
Serena. Lo chiama scherzo?
Pantini. E di cattivo genere. Parliamo
della zia. Sempre allegra, brontolona, eh?
Serena. Sempre (da questo punto in
poi, Serena mostra un crescente imbarazzo per la presenza del dottore).
Pantini. Credevo di trovarla in casa.
Tuo padre, dandomi la notizia dell'arrivo di lei, era così contento! Mi ha
fatto meraviglia e piacere. Tu però non sei lieta, mi sembra.
Serena. Quella mia povera amica! Ha
avuto tante disgrazie in famiglia! Soffre tanto!
Pantini. Non bisogna affliggersi troppo
delle disgrazie altrui, se no ci manca il tempo e la forza di badare alle
nostre.
Serena. Dobbiamo essere egoisti?
Pantini. È precetto della natura. La
commozione, vedi? ha turbato l'equilibrio dei tuoi nervi. In questo momento non
sei più la Serena
di ieri. Domani, se continui, sarà peggio. Domani l'altro, peggio ancora.
Serena. Non sono mica di sasso! (Pausa).
Pantini. Se non ti conoscessi bene,
direi che la mia presenza ti annoia o t'imbarazza.
Serena. Come può supporre mai questo?
Pantini. Non lo suppongo, lo vedo; cioè
l'apparenza...
Serena. (sforzandosi a sorridere).
Ah! L'apparenza...
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