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Carlo Lorenzini, detto Collodi
Storie allegre

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STORIE ALLEGRE

 

L'OMINO ANTICIPATOOSSIA LA STORIA DI TUTTI QUEI RAGAZZI CHE VOGLIONO PARERE UOMINI PRIMA DEL TEMPO

 

1 - Il signor Gigino

 

Quando lo conobbi io, aveva appena dieci anni. Di nome si chiamava Gigino.

Non erabellobrutto. Aveva un par d'occhietti cerulei: i capelli biondissimi, d'un biondo chiaro come la stoppa: il naso un po' ritto e voltato in su e le gambe un tantino magre più del bisogno.

Nell'insieme, poteva dirsi un buon figliuolo. A scuola non faceva miracoli, ma il maestro mostravasi contento: in casa poi era il cucco della mamma e l'occhio diritto del babbo. Guai se le sorelle e i fratelli maggiori avessero torto un capello a Gigino! C'era da far nascere una specie di finimondo.

Volete che vi dica il più gran difetto di questo ragazzo? Durerete fatica a crederlo, eppure è così: il suo più gran difetto era quello di vergognarsi a passar per un ragazzo: voleva per forza parere un giovinotto, un uomo fatto!

A domandargli quanti anni avesse, per il solito rispondeva:

«Il babbo e la mamma dicono che ne ho dieci: ma lo dicono per farmi arrabbiare...»

«O dunque quanti anni hai?»

«A dir poco poco, ne devo avere dodici per i diciotto: un altr'anno sarò di leva...»

«Come fai a saperlo

«Chi può saperlo meglio di me? Gli anni sono miei, e nessuno me li può levare

Fatto sta che Gigino, mentre pretendeva di essere un giovinotto e un omino maturato prima del tempo, si dava a conoscere per un ragazzo più ragazzo di molti altri. Era bizzoso, capriccioso, svogliato, ghiotto di zucchero e di pasticcini: un po' bugiardo: prepotente e permaloso co' suoi compagni di scuola, e fanatico dei balocchi fino al segno di pigolare tutti i giorni qualche soldo per comprarsi un burattino o un cavallo di terra cotta col fischio nella coda.

Voi forse mi domanderete: «In qual modo, dunque, il signor Gigino mostrava questa sua gran passione di farsi credere un giovinotto

Ve lo dico subito: la sua passione stava tutta nel desiderio di potersi vestire da uomo, come il suo fratello maggiore che aveva oramai vent'anni compiti: vale a dire, invece del solito berrettino, avrebbe preferito un bel cappello a tuba: invece della giacchettina, un soprabito di panno nero, e invece della golettina rovesciata, che lascia libero il collo, un bel golettone ritto e inamidato, come il collare dei preti.

 

 




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