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Carlo Lorenzini, detto Collodi
Storie allegre

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Leoncino aveva perduto la voce. Stava ritto in mezzo alla sala, con la testa bassa, col mento conficcato nello stomaco, e di tanto in tanto dava dell'occhiatacce ai suoi compagni, come dire: «Quando saremo fuori di qui, faremo i conti e me la pagherete!...».

«Dunque, si può sapere che cos'è accaduto?», domandò il babbo.

«Te lo racconterò io», disse Raffaello, quello che faceva da cavalleria.

«No: io!», gridò Gigino, il rappresentante la fanteria.

«Nossignori, tocca a me», strillò Arnolfo, il trombettiere. «Io sono il più piccino di tutti; dunque ho più diritto degli altri.»

«Lasciate parlare Arnolfo», disse il babbo, «e zitti tutti!»

Il piccolo trombettiere, non sapendo per trovar subito la parola per dar principio al suo racconto, cominciò a fare con la bocca mille versi e a gesticolare con le mani: alla fine poi, trovata la parola, prese a dire come seguitando un racconto:

«Sicché dunque, quando il nostro generale ci disse: «Avanti!» noi tutti si rispose: «Andiamo!».

«Andiamo? Ma dove volevate andare?», domandò il babbo.

«O che non lo sai? S'andava a far la guerra...»

«La guerra contro chi?»

«La guerra contro Cartagine

«E chi è questa Cartagine

«È una grossa quercia, che rimane a metà del bosco

«E perché la chiamate Cartagine

«Bella forza! Perché noi siamo i Romani e andiamo sempre a bastonarla

«Ora ho capito tutto!», disse il babbo. «Prosegui pure il racconto

«Sicché dunque, quando si fu per i campi, sarebbe toccato a me a camminare avanti, ma siccome Leoncino è un prepotente per la ragione che ha la sciabola dorata e la striscia bianca al berretto, allora mi saltò addosso col dire: «Il Generale sono io, e tu devi venire dietro a me». Ma questa l'è una riffa; ne convieni, babbo? Scusa, babbino, te che te ne intendi, quando si fa la guerra, chi è che va avanti, il generale o quello che sona la tromba? Io dico che quello che sona la tromba gli è sempre il primo di tutti... ne convieni?... Se no la guerra sarebbe una bella ingiustizia

«Via! via! via!», gridò il babbo. «Non ci perdiamo in tante lungaggini

«Mi spiccio in due parole. Sicché dunque, lui, secondo il solito, volle andare avanti, e noi tutti dietro a passo di corsa. Quando tutt'a un tratto, che è che non è, il nostro Generale in capo si ferma... fa due salti indietro, e cacciando un urlo che pareva il fischio del vapore, si mette a scappare. E come scappava!... Se tu avessi visto come scappava!... Ti ricordi, babbo, del gatto del nostro ortolano, quando gli si faceva vedere la frusta? Tale e quale.»

«E la cagione di questo spavento

«Figurati! Aveva visto fra l'erba una tartaruga

 

 




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