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Carlo Goldoni
La finta ammalata

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  • ATTO TERZO
    • SCENA DICIANNOVESIMA
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SCENA DICIANNOVESIMA

 

Rosaura, Beatrice, il dottor Onesti, Pantalone e Colombina.

 

PANT. Adesso me n’accorzo che l’è matto.

ONES. E voi vi siete per tanto tempo fidato di lui.

PANT. Fia mia, ghastu più mal?

ROS. Non sono ancora risanata del tutto.

PANT. Via, via, el sior dottor finirà la cura.

BEAT. Cara signora Rosaura, ora che vi vedo lieta e contenta, torno a casa mia, consolandomi delle vostre felicità.

ROS. Sono molto tenuta all’amore che voi avete per me.

COL. Ho imparato anch’io a prender marito a forza di svenimenti.

ONES. Sì, queste cose da voi altre donne s’imparano facilmente. Vorrei piuttosto che tutti voi dagli accidenti di questo giorno imparaste che molti mali provengono dall’opinione, che vi sono degl’impostori e degl’ignoranti; ma che senza paragone è maggiore il numero de’ medici dotti, sinceri ed onesti.

 

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