Carlo Goldoni
Il filosofo inglese

ATTO TERZO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Jacobbe Monduill solo.

 

JAC.

Sensi di un cuor perverso, di un animo inumano,

Tanto di mente astuto, quanto di cuor villano.

È ver che la natura ci sprona a far del bene,

Ma le cagion seconde considerar conviene;

E se qualunque bene a noi provien dal cielo,

Il ciel rimunerato vuol di chi dona il zelo.

Mercede i' non ti chiedo di una moneta vile,

Condanno te soltanto per l'animo incivile.

Ah, che non vi è nel mondo peggior triste animale

Dell'uom che con il vizio confonda la morale.

Superbia senza freno suole appellar contegno,

Col nome di giustizia suol colorir lo sdegno,

L'usura e l'interesse vantar economia,

L'asprezza del costume chiamar filosofia.

Color che di virtude san mascherar gl'inganni,

Sono i più cari al mondo, ma sono i più tiranni.

 

 

 


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