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| Carlo Goldoni La locandiera IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena Diciannovesima. Mirandolina, il Conte, il Marchese e FabrizioCONTE: Dica ora di non essere innamorato. MARCHESE: Se mi dà un'altra mentita, da cavaliere lo sfido. MIRANDOLINA: Zitto, signori zitto. È andato via, e se non torna, e se la cosa passa così, posso dire di essere fortunata. Pur troppo, poverino, mi è riuscito d'innamorarlo, e mi son messa ad un brutto rischio. Non ne vo' saper altro. Fabrizio, vieni qui, caro, dammi la mano. FABRIZIO: La mano? Piano un poco, signora. Vi dilettate d'innamorar la gente in questa maniera, e credete ch'io vi voglia sposare? MIRANDOLINA: Eh via, pazzo! È stato uno scherzo, una bizzarria, un puntiglio. Ero fanciulla, non avevo nessuno che mi comandasse. Quando sarò maritata, so io quel che farò. FABRIZIO: Che cosa farete?
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