Carlo Goldoni
La gelosia di Lindoro

ATTO TERZO

Scena Sesta. Fabrizio e detta

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Scena Sesta. Fabrizio e detta

 

FAB. (guardando intorno se è veduto) Zelinda.

ZEL. Ah Fabrizio, voi m'avete messa nel grande imbarazzo!

FAB. È andato via Lindoro?

ZEL. (dolente) Sì, è partito.

FAB. V'ho da dire una novità.

ZEL. E qual novità?

FAB. Don Flaminio è venuto a Pavia.

ZEL. E dov'è?

FAB. In casa della cantatrice.

ZEL. Presto, presto, correte; mio marito non sarà partito. Fermatelo, che non parta più.

FAB. Anzi è necessario ch'ei vada.

ZEL. No, vi dico; anderò io ad arrestarlo... (in atto di partire)

FAB. Ma no, ascoltatemi. Voi volete precipitarvi.

ZEL. Per qual ragione? Che male c'è?

FAB. Se voi trattenete Lindoro, bisogna che gli diciate il perché. Se gli dite che Don Flaminio è in città, voi autenticate la corrispondenza con lui.

ZEL. E s'ha da permettere che Lindoro vada al Castello, e che non ritrovi il padrone?

FAB. Che gran male è questo per lui? Che gran mancamento è per voi? Se non sapeste ch'egli è tornato, lo lascereste partire liberamente.

ZEL. Come avete saputo ch'egli è arrivato?

FAB. M'ha scritto una lettera per Mingone.

ZEL. Il contadino lo sa che Don Flaminio è venuto?

FAB. Sì, ma non l'ha detto a nessuno. Mi ha dato la lettera, ed io ho mostrato di non saperlo.

ZEL. Ma voi dicevate che, non avendo risposto alla lettera ch'ei v'ha scritto coll'inclusa per la signora Barbara, non sarebbe venuto.

FAB. Io credeva così, perché domandava alla sua bella un abboccamento concertato con me, e non vedendo questo concerto, io credeva che non venisse. Ma si vede che è innamorato davvero, e che l'impazienza l'ha fatto venire e smontare alla di lei porta.

ZEL. Eccolo precipitato.

FAB. Giacché Lindoro è in campagna, che mal sarebbe che voi andaste dalla Virtuosa, che vi conosce, e procuraste di parlare con Don Flaminio, e che vedeste di ricondurlo per la strada del suo dovere e del suo interesse? Se non vi riuscite, non perdete niente, e avrete almeno adempito al dovere, alla gratitudine. alla cordialità.

ZEL. E se si accrescono i sospetti contro di me?

FAB. Prima di tutto, nessuno saprà dove voi andate, e poi, quand'anche si venisse a sapere, allora tutte le cose si pongono in chiaro, e voi avrete il merito d'una sì buona azione.

ZEL. Non so che dire. Mi dite tante buone ragioni che son forzata ad arrendermi, ed a tentare.

FAB. Voi siete la più virtuosa donna di questo mondo.

ZEL. Non vaglio niente, ma son certa di aver buon core. Sì, ho buon core per tutti, ma la sorte fin or m'ha perseguitata. Voglia il cielo che sieno secondate le oneste mire della mia leale e perfetta riconoscenza. (parte)

 

 


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