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Carlo Goldoni
Il negligente

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  • ATTO SECONDO
    • SCENA QUARTA   Filiberto, poi Porporina e Pasquino
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SCENA QUARTA

 

Filiberto, poi Porporina e Pasquino

 

FIL.

Manco mal che la sorte mi provede.

Mi ama Aurelia; Cornelio è tutto fede.

PORP.

(Ecco il padron).

(parlano in disparte fra di loro, non sentiti da Filiberto)

PASQ.

(Chiediamogli perdono).

PORP.

(Se vogliamo ottenerlo,

Fingiam d'esser nemici).

PASQ.

(E poi in cucina torneremo amici).

FIL.

Io far l'aggiustamento?

Non lo faccio in due anni. Oh che tormento!

PORP.

Signor padron.

PASQ.

Signor padrone mio.

PORP.

Io vi chiedo perdono.

PASQ.

Pietà Pasquin vi chiede.

PORP.

Io vi bacio la man.

PASQ.

Vi bacio il piede.

FIL.

Temerari, bricconi.

PORP.

Signore, io non volevo.

È stato lui.

PASQ.

È stata lei che ha detto:

Piglia, piglia, Pasquino.

PORP.

Non è ver, malandrino.

Sei stato tu. Colui è un disgraziato: (a Filiberto)

Mezzo il vin della botte ha tracannato.

PASQ.

Lei fa l'amor con tutti;

E giù per i balcon cala i presciutti.

PORP.

Chi ha venduta la legna?

PASQ.

E la farina

Chi l'ha mandata via?

PORP.

Vi vuò scoprir.

PASQ.

Ti voglio far la spia.

FIL.

È bella la canzone,

E si suona alle spalle del padrone.

PORP.

Io sono fidatissima.

PASQ.

Io sono onoratissimo.

PORP.

Caro il mio padroncin.

PASQ.

Padron carissimo.

FIL.

Orsù, per non far torto all'uno o all'altro,

Giacché ha fatto ciascun le parti sue,

Vi licenzio di casa tutti e due.

PASQ.

Senti? per causa tua. (a Porporina)

PORP.

Per te, briccone. (a Pasquino)

(Senta, signor padrone. (piano a Filiberto)

Per sgravio di coscienza,

Il povero Pasquin, sappia, è innocente;

E quel che ho detto, non è vero niente).

FIL.

Buono!

PASQ.

(Signor padrone, una parola. (piano a Filiberto)

Per rabbia ho detto mal di Porporina,

Per altro ella è innocente, poverina).

FIL.

Meglio! Ma io vi credo

Due furbi belli e buoni.

PASQ.

Uh cosa dite!

PORP.

Il ciel ve lo perdoni.

FIL.

Io non mi fido più.

PASQ.

Sarò fedele.

PORP.

Fedel sarò, sull'onor mio lo giuro.

PASQ.

Sulla mia pudicizia io v'assicuro.

FIL.

(Se mando via costoro,

A trovarne altri due sarò impicciato).

Orsù, v'ho perdonato

Per questa volta, ma se un'altra arriva...

PORP.

Oh caro!

PASQ.

Oh benedetto!

(l'accarezzano, e accarezzandolo con caricatura, l'infastidiscono)

a due

Evviva, evviva.

FIL.

Basta, basta, fermi state:

Maledetti, mi stroppiate,

Tocca, tocca, se tu vuoi. (a Porporina)

Va a scherzar co' pari tuoi. (a Pasquino, e parte)

 

 

 




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