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DOR.
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Fermatevi,
signor, che nulla tiene
Quel vostro
bel contratto.
Ai quanti è
stipulato?
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CORN.
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Stamane fu
firmato.
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DOR.
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Questo è del
giorno d'ieri.
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CORN.
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E che
contiene?
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DOR.
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Un'ampia
donazione
Che fa di
tutto il suo
Filiberto
alla figlia.
Quest'istrumento
il giorno d'ieri è fatto;
Onde non va
di questo dì il contratto.
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CORN.
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La lite
tornerà...
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DOR.
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Non ho
paura;
So ch'ell'è
un'impostura.
Signor,
siete ingannato: (a Filiberto)
Cornelio e
ser Imbroglio v'han gabbato.
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FIL.
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Che siate
benedetto! e qual mercede
Posso darvi,
signor?
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DOR.
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Di vostra
figlia
A me basta
la mano; e voi sarete
Padron del
vostro, fino che vivete.
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FIL.
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Io son
contento.
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LIS.
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Ed io
felice sono.
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DOR.
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Donatemi la
destra, il cor vi dono.
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FIL.
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Aurelia,
andate tosto
Fuori di
casa mia.
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AUR.
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Poco
m'importa;
Di già son
maritata.
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CORN.
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V'ingannate.
Se la roba
non v'è, più non vi voglio.
Non val
l'obbligazione.
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AUR.
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Voi mi
sposaste senza condizione.
Voglia, o
non voglia, alfin vostra son io.
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CORN.
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Ho fatto un
bel guadagno da par mio.
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FIL.
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Se speraste
goder, soffrite il danno:
Sopra
l'ingannator cade l'inganno.
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PORP.
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Pietà,
signor padron.
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PASQ.
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Misericordia.
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FIL.
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Siete qui,
disgraziati?
Ancor per
questa volta
Vi siano i
vostri falli perdonati.
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CORO
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Chi lieto giubila,
Chi
tristo geme,
Chi
piange e freme,
Chi
lieto sta.
Dolente è il core
Del
traditore,
Ma
l'innocente
Godendo
va.
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