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| Carlo Goldoni L'avvocato veneziano IntraText CT - Lettura del testo |
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BEAT. Eccomi a voi. ALB. (Manco mal; l’è vegnuda a tempo). (da sé) BEAT. Che vuol dire che vi veggo tutti due turbati e sospesi? Rosaura, pare che abbiate le lacrime agli occhi. BEAT. Già me n’accorgo. Questo signor avvocato, indurito come un marmo, è inflessibile alle vostre preghiere, alle vostre lacrime. Vuol trattar la causa, non è egli vero? Vuol difendere il signor Florindo e precipitare la povera signora Rosaura? Ma che? Nemmeno mi rispondete? È questa tutta la vostra civiltà? Che ne dite, Rosaura, è un bell’uomo il signor Alberto? Ma nemmen voi parlate? Cos’è questa novità? Siete due statue? Io non vi capisco. Volete che ve la dica? mi parete due pazzi, e per non impazzire con voi, vi do il buon giorno, e me ne vado per i fatti miei. (parte)
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