Carlo Goldoni
I bagni di Abano

ATTO PRIMO

SCENA SECONDA   Pirotto e Marubbio

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SCENA SECONDA

 

Pirotto e Marubbio

 

MAR.

E che fa, che non esce

Dal bagno il tuo padrone?

PIR.

Oh se sapesti!

Con quell'ipocondriaco malorato

Resister non si può. Son disperato.

MAR.

Ma che male ha egli mai?

PIR.

Te lo dirò.

Il suo male io lo so.

Egli era innamorato.

La donna l'ha burlato,

Ha gettato i denar senza sparagno:

Or pien d'ipocondria venuto è al bagno.

MAR.

Qui si sentono, in vero,

Graziose malattie. La vedovella

Che poc'anzi dal bagno

Escire hai tu veduta,

A bagnarsi è venuta,

Perché patisce un certo mal curioso,

Quando la poverina è senza sposo.

PIR.

Anche il signor Riccardo,

Che uscì dopo di lei, pieno è di doglie,

Perché il suo genitor non gli moglie.

MAR.

E tu perché ti bagni?

PIR.

Per dar gusto al padrone,

Anch'io mi bagno per conversazione.

MAR.

Sicché di tanta gente

Che viene in questi deliziosi guazzi,

Il numero maggiore è quel dei pazzi.

 

Son due brutte infermità

Che fan l'uomo disperato:

Per amore delirar,

E la borsa non cantar.

Ma con l'oro e con l'argento,

Borsa piena e cuor contento

Ogni mal fa risanar. (parte)

 

 

 


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