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RE
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Buon per noi
che, lontani
Da femmine
vezzose,
Le nostre
donne non saran gelose.
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ERM.
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Eh, qui pur
vi sarebbe,
Tra le
rustiche genti,
Qualche vaga
beltà da far portenti.
Una, sire, ve n'è fra l'altre tante
Di soave
sembiante,
Sì vaga e
spiritosa,
Che la regina potria far gelosa.
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RE
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E chi è costei?
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ERM.
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Menghina,
Moglie d'un
certo Bertoldin, ch'è figlio
Del famoso
Bertoldo, a voi ben noto,
Vecchio d'alta
malizia e di gran senno;
Ed ha un figlio chiamato Cacasenno.
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RE
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Facciamla a
noi venir.
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ERM.
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Ma non vorrei...
Intendiamoci
ben.
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RE
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No, prence,
andate;
Tutta a me conducete
La rustica
famiglia.
Divertirmi e
non altro oggi pretendo.
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ERM.
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V'obbedirò.
(La commissione intendo).
Ma ecco che sen viene
Il buon
vecchio Bertoldo. Egli ha saputo
Della vostra
venuta;
E la sua mente astuta
Con qualche
ritrovato
A venirvi a
veder l'ha consigliato.
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RE
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Quel villan
s'introduca. (ad un Servo)
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ERM.
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Io so ch'è impertinente,
Che sprezza il regio impero.
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RE
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Innanzi a me
non parlerà sì altero.
So che
rustica gente
Usar non sa
delle creanze il modo;
Ma so che col villan triste e briccone,
Se la ragion non val, s'usa il bastone.
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