Carlo Goldoni
Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno

ATTO PRIMO

SCENA QUINDICESIMA

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SCENA QUINDICESIMA

 

Bertoldo e detti.

 

BER.

Oh che bella figura!

Che gran caricatura!

 

BERTOL.

Aiuto, padre mio; m'hanno tradito.

 

MENG.

Anzi così vestito

Ei pare un amorino.

 

BER.

Viva il buon gusto!

 

MENG.

Evviva Bertoldino!

 

BER.

Perché piangi, babbion? di che ti lagni?

 

BERTOL.

Perché tutta la gente

Di me si riderà.

 

BER.

Ciò non t'importi.

Si sa che nelle Corti,

Più assai che i dottoroni,

Si stimano i buffoni.

Purché bolla il pignatto,

Che importa comparir buffone o matto?

 

BERTOL.

Vi dico che non voglio.

Tutti, tutti vi mando, e qui mi spoglio.

 

 

BER.

Ferma, ferma, non conviene.

Sei pur bello! stai pur bene!

 

MENG.

Col vestito alla francese

Tu mi sembri un gran marchese.

 

BERTOL.

Questo imbroglio - non lo voglio.

 

BER.

Ferma, ferma, no, non far.

 

MENG.

Non sprezzar la nobiltà.

 

BERTOL.

Deh lasciate... in carità.

 

MENG.

Ti dirà tutta la gente :

«Signor conte, a lei m'inchino».

 

BER.

Tutto il mondo riverente

Farà inchino a Bertoldino.

 

BERTOL.

Non m'importa niente, niente.

Oh sgraziato, oh me meschino!

 

BER.

}a due

Oh che vezzo! Oh che beltà!

MENG.

BERTOL.

State zitti in carità.

 


 

 

 


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