Jacopo da Lentini
Poesie

Sonetti

XXXII

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XXXII

[C]erto me par che far dea bon signore

signoria sua fier cominciame[n]to,

sì che lo doti chi à malvagìa in core,

e chi l'à bon, megliori il su' talento.                4

 

Così poria venire ['n] grande onore

e a bon fin de lo so reggimento,

che sed al cominciar mostr'amarore,

porase render dolce al finimento.                  8

 

Ma in te, Amore, veggio lo contraro,

como quello pien di falisone,

c'al cominciar no mostri fior d'amaro;          11

 

poi scruopi tua malvagia openïone,

qual più ti serve a , quel men ài caro,

ond'eo t'aprovo per signor felone.               14

 


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