Jacopo da Lentini
Poesie

Sonetti

XXXIII

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XXXIII

Si como 'l parpaglion c'à tal natura

non si rancura de ferire al foco,

m'avete fatto, gentil crëatura:

non date cura, s'eo incendo e coco.              4

 

Venendo a voi lo meo cor s'asigura,

pensando tal chiarura 'a gioco:

come 'l zitello e' oblio l'arsura,

mai non trovai ventura in alcun loco.             8

 

Cioè lo cor, che no à ciò che brama,

se mor ardendo ne la dolce fiamma,

rendendo vita come la finise;                       11

 

e poi l'amor naturalmente il chiama,

e l'adornezze che 'n sper'i è l'afiama,

rendendo vita come la finise.                       14

 

 


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