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D. 3
che 'l so isguardare face l'om perire,
e l'aspido, serpente invidïoso,
che per ingegno mette altrui a morire, 4
e lo dragone, ch'è sì argoglioso,
cui elli prende no lassa partire;
a loro asemblo l'amor ch'è doglioso,
che, tormentando, altrui fa languire. 8
In ciò à natura l'amor veramente,
che in u·guardar conquide lo coraggio
e per ingegno lo fa star dolente, 11
e per orgoglio mena grande oltraggio:
cui ello prende grave pena sente
e gran tormento c'à su' signoraggio. 14
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