Jacopo da Lentini
Poesie

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V

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V

La 'namoranza disïosa

che dentro a l[o] mi' cor è nata

di voi, madonna, è pur chiamata,

merzé se fusse aventurosa.

E poi ch'i' non trovo pietanza,                       5

[…] per paura o per dottare

s'io perdo amare,

Amor comanda ch'io faccia arditanza.

 

Grande arditanza e coraggiosa

in guiderdone Amor m'à data,                     10

e vuol che donna sia 'quistata

per forza di gioia amorosa:

ma' troppo è villana credanza

che donna deggia incominzare,

ma vergognare                                           15

perch'io cominzi non è mispregianza.

 

Di mispregianza Amor mi scusa,

se gioia per me è cominzata

di voi che tant'ò disïata,

e sonne in vita cordogliosa;                         20

ca, bella, sanza dubitanza,

tutte fïate in voi mirare,

veder mi pare

una maraviliosa simiglianza.

 

Tanto siete maravigliosa                             25

quand'i' v'ò bene affigurata

c'altro parete che 'ncarnata,

se non ch'io spero in voi, gioiosa;

ma tanto tarda la speranza,

solamente per [voi] dottare 30

o i malparlare,

Amor non vuol ch'io perda mia intendanza.

 

Moltgran cosa ed inoiosa

chi vede ciò che più li agrata,

e via d'un passo è più dotata                       35

che d'Oltremare in Saragosa

e di bataglia, ov'om si lanza

a spad'e lanza, in terra o mare,

e non pensare

di bandire una donna per dottanza.             40

 

Nulla bandita m'è dottosa

se non di voi, donna pregiata,

c'anti vorria morir di spata

ch'i' voi vedesse currucciosa;

ma tanto avete caunoscianza,                      45

ben mi dovreste perdonare

e comportare,

s'io perdo gioi che, esso, m'aucide amanza.

 

 


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