Jacopo da Lentini
Poesie

Sonetti

XXV

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XXV

Ogn'omo c'ama de' amar so 'nore

e de la donna che prende ad amare;

e foll'è chi non è soferitore,

che la natura de' omo isforzare;                    4

 

e non de' dire ciò ch'egli ave in core,

che la parola non ritornare:

da tutta gente tenutmigliore

chi à misura ne lo so parlare.                        8

 

Dunque, madonna, mi voglio sofrire

di far sembianti a la vostra contrata,

che la gente si sforza di maldire;                  11

 

però lo faccio, non siate blasmata,

che l'omo si diletta più di dire

lo male che lo bene a la fïata.                      14

 


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