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Francesco Maria Piave
Il corsaro

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quarta. Medora
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Scena quarta. Medora

 

Stanze di Medora nella vecchia torre, con verone verso il mare.

 

 

MEDORA (sola):

Egli non riede ancora!

Oh come lunghe, eterne,

Quando lungi è da me, l'ore mi sono!

(Prende l'arpa)

Arpa che or muta giaci,

Vieni, ed i miei sospiri

Seconda sì, che più veloce giunga

Il flebile lamento

Al cor del mio fedel, sull'ali al vento.

(Siede e s 'accompagna)

Non so le tetre immagini

Fugar del mio pensiero,

Sempre dannata a gemere

All'ombra d'un mistero:

E se di speme un pallido

Raggio su me traluce,

E passeggiera luce

Di lampo ingannator.

Meglio è morir! Se l'anima

Se 'n voli in seno a Dio;

Se il mio Corrado a piangere

Verrà sul cener mio:

Premio una cara lagrima

Chieggo all'amor soltanto,

Virtù non vieta il pianto

Per chi moria d'amor.





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