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| Francesco Maria Piave Il corsaro IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena quarta. Gulnara e Seid
SEID: Vieni, Gulnara!
(Quest'è l'istante)
SEID: Vieni, mia cara! Mio primo ed ultimo - dolce pensiero.
SEID: Vinsi: - mio prigioniero Fatto è Corrado - Nel dì vegnente
Gli è giusto. - Pur se vivente Tu lo serbassi? - Qual alta inchiesta Far non potresti - per la sua testa?. . .
SEID: Nol farei franco - per quante gemme Del mio Sultano - chiude l'Haremme.
GULNARA: Franco non dico, - lascialo vivo Meglio ti frutta - se l'hai captivo.
SEID: Del mio nemico - dunque sì cara È a te la vita?. . Bella Gulnara. Ad ardua, credimi, - opra t'accingi; Invan mi preghi, - invan tu fingi. . .
SEID: La colpa orribile - ti leggo in volto,
SEID: L'onta è palese - del vil tuo core: Ma bada, o perfida, - al mio consiglio, Non è il corsaro - solo in periglio! (Come salvarlo?)
SEID: Non più sposa, abbietta schiava Tu sarai del tuo signor. . .
Che l'onor m'hai tu macchiato, Che mi desti, o scellerato,
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