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Francesco Maria Piave
Il corsaro

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  • ATTO TERZO
    • Scena decima ed ultima. Detti, Corrado e Gulnara con alcuni Corsari
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Scena decima ed ultima. Detti, Corrado e Gulnara con alcuni Corsari

 

CORRADO E MEDORA (abbracciandosi):

Ah quest'amplesso è balsamo

Sul lungo mio dolor!

 

GULNARA:

Respira alfin qui libero,

O misero mio cor!

 

ANCELLE: Ah! brilla per quell'anima

Di gioja un lampo ancor!

 

CORSARI:

Con te pugnare e vincere

Ne Sarà dato ancor!

 

MEDORA:

Or contenta morrò!

 

CORRADO:

Che di' tu mai?

 

MEDORA:

Mi contempla!

 

CORRADO:

Gran Dio!

 

MEDORA:

Ma qual donna piangente

qui vegg'io!. . .

 

CORRADO:

Per me infelice - vedi costei;

Rischiò suoi giorni - pe' giorni miei.

Fu di Seide - la favorita;

Ardea l'haremme, - salvai sua vita.

Grata e pietosa - le mie ritorte

Infranse, e tolsemi - da orrenda morte;

Fuggimmo insieme. -

 

CORO:

Oh

 

MEDORA: Grazie ti rendo - bella pietosa.

 

GULNARA:

Grazie non curo - non merto omaggio;

Troppo colpevole - fu il mio coraggio!

I miei rimorsi - non vo' svelare;

Ti farei fremere - raccapricciare.

Saper ti basti - che sul mio core

Più che pietade - poté l'amore.

 

MEDORA:

L'ami? che ascolto! -

 

GULNARA:

Ah sì! l'adoro,

Ma invano.

 

MEDORA:

È vero? - Corrado, io moro!

 

CORRADO:

Che festi, o misera?. . .

 

MEDORA:

Io ti credea. . .

Già spento, e vivere - più non potea

Perdono. . .

 

CORRADO:

Or apriti - terra! e m' avrai.

 

TUTTI:

Frenar le lagrime - chi puote ornai?

 

MEDORA:

O mio Corrado, appressati:

Mi sia conforto almeno

Sopra l'amato seno

Quest'anima esalar.

Del giorno i rai s'oscurano. . .

Più non. . . ti veggo. . . addio. . .

In cielo. . . innanzi. . . a Dio. . .

Volo. . . per te. . . a. . . pregar!. . .

 

CORRADO:

Ah se tu muori inospita

Landa mi fia la terra,

Del mio destin la guerra

Più non saprei durar!

O mia diletta, guardami!

L'amante tuo son io. . .

Se a te serbommi un Dio

Perché mi vuoi lasciar?

 


GULNARA:

Cara, innocente vittima

D'un infelice amore,

Vivrai del nostro core

Nel mesto palpitàr.

Reca nel ciel le lagrime

Del pentimento mio,

Pietà, perdon da Dio

Tu mi saprai pregar!

 

CORO:

Ah troppo di quell'anima

Fu lungo il dolorar.

 

(Medora muore nelle braccia di Corrado)

 

CORRADO:

Spenta è Medora!!!. . . i vortici

M'inghiottino del mar.

 

(Si slancia in mare)

 

CORO:

Che fai? Corrado!. . . Ah corrasi

Quel misero a salvar!

 

(Partono frettolosi: le Ancelle portano via la salma di Medora. Gulnara cade)

 

 

 FINE

 




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