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Temistocle Solera
Oberto conte di San Bonifacio

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  • ATTO PRIMO
    • Scena settima. Imelda, Leonora
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Scena settima. Imelda, Leonora

 

IMELDA:

Alta cagione adunque

nel castello ti guida? . . .

 

LEONORA:

E tal che assai la suora d'Ezzelino

interesse ne avrà.

 

IMELDA:

Fa cor, straniera!

Attendi in questo loco . . .

Verrà la principessa a te fra poco.

 

LEONORA:

Ah, perché tanto in petto

ora mi balzi, o cor? . . . Il padre mio

celato m'ascolta! . . . Il suo perdono

meritarmi saprò . . . Dinanzi all'empio

me non vegga tremante.

M'assisti, o cielo, nel tremendo istante!

 

CUNIZA:

Bella straniera, che richiedi?

 

LEONORA:

Fama di tue virtudi al tuo cospetto or guida

un'infelice.

 

CUNIZA:

Franco parla.

 

LEONORA:

Ebbene . . .

D'un misero la figlia

vedi dinanzi a te; d'Oberto forse

il nome non t'è ignoto.

 

CUNIZA:

Ah! D'Oberto il nemico? . . .

 

LEONORA:

Somesso parla . . . In queste mura il piede

meco egli reca.

 

CUNIZA:

Nel castello? Oh cielo!

 

LEONORA:

Ira lo spinse ad un partito estremo . . .

Già ti sta presso . . .

 

CUNIZA:

Egli?

 

LEONORA:

Lo vedi!

 

CUNIZA:

(Io tremo!)

 





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