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Temistocle Solera
Oberto conte di San Bonifacio

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  • ATTO SECONDO
    • Scena settima. Riccardo, colla spada alla mano, esce come inseguito da alcuno
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Scena settima. Riccardo, colla spada alla mano, esce come inseguito da alcuno

 

RICCARDO:

Ciel, che feci! . . . di quel sangue

ho macchiato il brando mio! . . .

Dove ascondere poss'io

il delitto, il mio rossor?

Ah, si fugga! . . .

Oh Dio! . . . Chi langue? . . .

M'ingannai . . . sussurra il vento.

Ah no! . . . l'ultimo lamento

è del misero che muor.

Ciel pietoso, ciel clemente,

(in atto di preghiera)

se pregarti ancor mi lice,

deh! Perdona a un infelice,

tu mi salva per pieta!

Oh rimorso! Del morente

l'ombra ognor m'inseguirà.

 


 




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