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S
SAGRINO. Spezie di cuojo granito
durissimo, che si crede pelle di cammello, o di elefante; resiste lungo tempo
ad ogni ingiuria; con esso si cuoprono alcuni Officj; ma è soggetto a crepare;
si tiene in grande riputazione, e perciò poco si adopra.
SAGRINATO. Pelle ordinaria acconcia a
foggia del vero Sagrino, che facilmente si spela, con essa si cuoprono per lo
più i Libri liturgici, o di Chiesa.
SAPONE. Legati che sieno i Libri in
pergamena, molti legatori hanno il vezzo d'insaponarne le coperte, che così
attraggono la polvere, e in altre guise restano intrise e imbrattate, ciò essi
fanno per farle divenir lustre. Ma il fregarle con un pezzo di carta fa lo
stesso effetto, ed è cosa molto più netta ed elegante, restando così ben
asciutte, e senza alcun attraente untume. Alcuni l'adoprano nel lavare i Libri;
ma vanamente, o dannosamente; mentre le carte non si possono con esso fregare,
e sbattere, come i panni lini; che se ciò si facesse, addio carte!
SCANZÌE. Giudicio ci vuole a ordinare
l'altezza, la simmetrìa, e la proporzione di esse, avendo riflesso alle varie
forme de' Libri; avvertendo che l'ultime e le più basse sieno alcun poco
discoste dal suolo, per evitare le ingiurie de' cani, de' gatti, delle scope, e
che so io? Saggiamente sotto dell'ultime si fanno casselloni coperti, che
servono come di tavolini per istudiare e scrivere dinanzi a' Libri opportuni, e
per varj altri usi, come per allegarvi i Libri ancora sciolti fin tanto che si
dieno a' legatori; come si vede in questa insigne Libreria di S. Giustina.
SCRIVERE. Vedi FRONTISPICJ. O non
si scriva, o si faccia con ogni circospezione, vicino a' Libri ottimi e aperti,
affinché sovr'essi non cada inchiostro: come successe ad un nostro bellissimo
Codice del Demetrio Falereo G. e L. comentato da Pier Vettori, sopra il quale
certo Letterato che l'ebbe da noi in prestito, versò un calamajo, studiandovi
appresso e scrivendovi. Io ho veduto pure un bellissimo Tacito illustrato dal
Lipsio, in foglio grande impresso nella Plantiniana, molto qua e là regalato di
goccie d'inchiostro da chi forse sel fece servire di tavolino, o guanciale. Se
pur alcun voglia scrivere ne' margini di ottimi e rari Libri, non dovrebbe che
cose assai dotte e utili, come Varie Lezioni, Luoghi Paralleli d'altri Autori,
acute Note, Traduzioni dal Greco; come si vede in un nostro Codice Greco
dell'Antologia in foglio impresso in Basilea, ne' margini del quale si trovano
trecento ventidue Versioni di Greci Epigrammi in altrettanti Latini, inedite,
credute da alcuno del celebre Bargeo, scritte con molto bello e intelligibil
carattere; come dovrebbe essere quello con cui si scrive ne' Libri; altrimenti
spesso lo Scrittore scrive per sé solamente: se pure egli stesso dopo qualche
tempo intenda la sua stessa scrittura; come più d'una volta accade. Ciò si vede
in un Orazio Aldino appresso di noi tutto postiliato, (per quanto si vede, da
dotto uomo; mentre gli scioli incominciano spesso, ma dopo alcune facciate,
cessano dall'increscevol lavoro) di carattere però così scomposto, e difficile,
che riescono tali postille del tutto inutili, e soltanto difformanti il Volume.
Le dotte e belle scritture rendono più pregevoli i Libri, laddove le inette ed
oscure li avviliscono, e screditano. Migliore nondimeno è il ripiego di coloro
che tutto ciò fanno nelle carte bianche anteriori e posteriori, mentre così
viene a conservarsi nitido e decoroso l'aspetto de' buoni Libri.
SEGNATURE. Vedi REGISTRARE. Spesso
si fallano nello stamparsi ne' fogli de' Libri; onde prima di giudicarne per
ciò alcuno imperfetto, si consultino i numeri, e i richiami de' fogli stessi.
SEGNALI, o SEGNI. Vedi FIORI,
FOGLIE, ORPELLO. Uso tritissimo de' Leggitori nel chiudere i Libri è di mettere
un segno (che alcuni dicono anche segnale o segnacolo) dove da
essi si terminò la lettura, per poterla ripigliare e continuare opportunamente.
Questi alle volte per varj motivi si moltiplicano in guisa, che appariscono i
Volumi quasi inghirlandati con essi, come io ne vidi una gran quantità in
celebre Biblioteca, per memoria, dopo d'essersi registrati, di dover accomodare
certi difetti, in ciò fare, osservati, ma con tutto comodo e per lungo tempo. E
non si accorgono questi tali che ciò è un adescamento mirabile alle mosche, a'
tarli, e ad altri insetti per imbrattare e rodere in que' siti allargati, i
Libri? Questi segni sono per lo più di carta: ma che diremo di coloro che li
fanno di cartone, di legno, di aghi, di drappo, e che so io? Curiosa cosa è
quella che si racconta del celeberrimo Pubblico Bibliotecario Magliabecchi di
Firenze, per natura non poco stoico, e sordido, il quale leggendo alle volte
anche a mensa, nel voler segnare alcun passo per lui opportuno, non avendo
altra materia, si valea delle sardelle salate innanzi a lui apposte. Uso
plausibile ed elegante è quello che in oggi da molti vien praticato, da far
riporre ne' Libri una cordellina di seta attaccata al capitello del Libro,
trasponendola qua e là secondo la continuazione del leggere.
SEVO. Vedi OLIO.
SITO, o SQUALLORE. Stando lungo
tempo i Libri rinserrati in luoghi terreni, umidi, nitrosi, e di malo odore,
contraggono molti difetti, come salsedine, muffa, macchie rossigne ec., cose
che fanno indebolire, marcire, e sfarinare infin le carte più consistenti;
tutto ciò i Latini chiamarono Situm et squallorem. Per tal
cagione, non molti anni sono, andarono a male in certa casa Nobile di Padova
molti preziosi Volumi, fra' quali ancor la rarissima e preziosissima Bibbia
Complutense del celebre Cardinale Ximenes in molti tomi in foglio.
SOLE. Vedi INARCARE. Offende le
coperte de' Libri, se non ne vengano riparati; inarcandosi, e raggrinzandosi
senza rimedio.
SORCI. Vedi GATTI. LIBRERIE. Gran
nemici de' Libri. Temendone il Petrarca, accarezzava la sua famosa, e co' versi
celebrata Gatta, che imbalsamata ancor si vede nella casa da esso abitata in
Arquà, villa ne' colli Euganei. Assai curiosa burla fecero i sorci una notte al
nostro Comino. Il giorno innanzi avea egli riposti in iscanzìa di sua bottega
tre Corpi dell'Opere di Ovidio divise in tre tometti in 12 della recension
Burmanniana, impresse in Ollanda, portatigli dal legatore di fresco ben legati
in pergamena. Tutti nove i Volumi furono in una sola notte nelle coperte
rovinati da' topi; avendo voluto far pruova qual d'esse riusciva la più gustosa
al palato. Converrà per tanto che i Bibliotecarj si forniscano di quegli
antidoti che la natura, e l'arte hanno inventati contra di essi.
SPRUZZI. Vedi COLORE.
STAMPATORI CELEBRI. Gli amatori de' buoni
Libri debbono conoscerli tamquam ungues digitosque suos. Il
Chiarissimo Gio. Alberto Fabricio in fine del Tomo I della sua Biblioteca
Latina ne tesse un lungo Catalogo; ma siccome molti di quelli in Italia son
poco noti, così io, traendoli per lo più da esso, ne registrerò qui i più da
noi conosciuti, per i loro cognomi posti per via d'alfabeto, pronunziandone
alcuni nel numero plurale, perché varj discendenti dal primo, seguirono ad
illustrare l'Arte Tipografica; lasciando per altro di annoverare gli
antichissimi, benemeriti essi pure per avere copiati immediatamente i Codici
MSS. Sono adunque per lo più: Ascensio, Asolano, Basa, Bellero, Blaew,
Bombergio, Cesio, Cholino, Chovet, Colinéo, Commelino, Cramoisy, Cratandro,
Crispino, Doleto, ab Egmond, Elzevirj, Episcopio, Frellonio, Frisio, Fritsch,
Frobenj, Froscovero, Gimnico, Gioliti, Giunti, Goltzio, Griffj, Hackj,
Hervagio, Jansonj, Isingrino, Juvene, Maire, Manuzj, Memmio, Milangio, Morelli,
Moreti, Nivellio, Nuzio, Oporino, Patissonj, Perna, Petri, ad insigne Pinus,
cioè Anonymus Augustæ Vindelicorum, Plantino, Quentelio, Rafelengio,
Rielio, Rovillio, Seldoniano Teatro in Oxfort, Stefani, Tiletano, Torrentino,
Tornesj, Turnebo, Vascosano, de Vogel, Wecheli, e Wecheliani Eredi, Wetstenj,
Winter. Ce ne sono varj anche a' giorni nostri in Italia che meriterebbero
d'essere nominati con lode; come in Bergamo, Bologna, Brescia, Firenze, Lucca,
Napoli, Padova, Roma, Torino, Venezia, Verona ec. specialmente per certe celebri
Opere da essi accuratamente pubblicate; ma ciò più opportunamente faranno i
nostri posteri.
STENDER FOGLI. Vedi LAVARE.
STRETTEZZA DE' LIBRI. Utilissima cosa è
il tener ben fissi e stretti i Libri nelle scanzìe, affinché non s'inarchino le
coperte, e i Libri non perdano la lor buona forma; restano così anche difesi
dalla polvere, e da varj insetti; traendone alcuno fuor d'esse per usarlo, se
ne sostituisca un altro della stessa mole in sua vece.
STREVI. Vedi LEGARE. Così si
chiamano volgarmente da' legatori quelle picciole striscie di pelle, spaghi, o
cordicelle alle quali si attaccano i fogli nel cucire i Libri. I nostri antichi
li usavan doppj e per lo più di forma piana e quadrata, e riuscivano vaghi e
fortissimi; non debbono essere di pelle colorata, ma naturale: altrimenti,
inumidendosi, comunicano il colore a' margini interiori de' Libri.
STRINGHE. Vedi CORDELLE.
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