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Ripartimento,
e Ossatura di tutto il Discorso.
Trovato
l'argomento pari a chi lo dee trattare e degno di chi lo dee udire, gli si ha a
dar qualche ordine, facendone l'ossatura, e ripartendolo in membra, che con
ingegnosa distinzione comprendano quanto di quella materia vuol dirsi. E questa
è una delle più importanti fatiche di chi compone. Conciosíccosachè qual'è la
proporzione delle membra ne' corpi, tal sia la divisione delle parti nè
componimenti; con che se ne ha quella bellezza che della simmetria, e quella
chiarezza che nasce dall'ordine. Perciò al Giudicio tocca ideare il disegno di
tutta insieme la mole; indi, come l'Amore nel Caos, distinguere, organizzare,
disporre ad una ad una, poi tutte insieme congiungere unitamente le parti.
Gran
lode in vero d'un nobile componimento, che per molte e diverse materie
variamente s'aggiri; ma con tanta unione di tutte le parti che vedendosi or' il
piè, or la mano, or' il petto,or' il volto, sempre uno stesso corpo, sempre il
tutto in ogni sua parte s'intenda,
Nec
primo medium, medio nec discrepet inum.
E
questo è di tutti i pregi del Cielo quello, che più di tutti maraviglioso il
rende; che in esso la discordia di tanti movimenti sì concorde, e gli errori di
tante stelle sieno sì emendate, che non solo si fa nella varietà sconcerto o
nella moltitudine confusione ma anzi s'additano e quasi s'insegnano l'un
l'altro i pianeti, mirandosi con sestili, con quadrati, con trini, con aspetti
a diametro opposti: guardature tutte, con che non tanto l'un l'altro
s'accennano quanto a chi di mira vicendevolmente si mostrano. Così è, disse
Manilio:
Haud
quidquam in tanta magis est mirabile mole,
Quam
ratio et certis quod legibus omnia parent,
Nusquam
turba nocet, nihil his in partibus errat.
Che
se manca la giusta divisione delle parti, e con essa il buon'ordine a' componimenti
come chi ha fatta la prima abbozzatura d'una statua di marmo storpia e
difettosa, quantumque dipoi la pulisca e la lavori esattamente, non le toglie
mai l'essere un mostro come che più o men mostruoso. Nè vale, che un
disordinato discorso si riempia d'alte speculazioni e pellegrini pensieri di
sode ragioni, d'antica e moderna erudizione perchè compaja con tanti lumi
illustre e con tanti ornamenti bello; riuscendo in simili componimenti
l'aforismo, che de' corpi male affetti lasciò scritto Ippocrate: Quo plus
nutries, eo magis laedes.
Convien
dunque fare saviamente come le Pecchie, che prima lavorano l'incastellamento di
tutte le cere e nè ripartono gli ordini; e questa è la prima loro fatica, per
cui tempo e industria maggiore adoprano; indi escono alla cerca del mele; con
che in pochi giorni le vuote cere riempiono.
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