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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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47. AL P. D. GIULIO MAROCCO.

L'esorta affettuosamente a ritornare a Ciorani, essendo certa la sua Vocazione.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

 CIORANI, 2 AGOSTO [1740].

 

Don Giulio mio, temo che le mie lettere presentemente ti sieno noiose. Ma che s'ha da fare? L'affetto verso uno de' primi e più antichi compagni di questa picciola Congregazione mi spinge a scrivere.

Stavamo aspettando da Napoli chiamate o lettere, come V. R. scrisse, ma non si è veduto niente.

Il motivo, che oggi mi muove a scrivere, è un biglietto di Monsignor di Caiazzo, in cui, scrivendo a sua sorella la Priora di S. Giorgio, di V. R. dice espressamente: " Io a D. Giulio non solo mai ho dato alcuna remora per il ritorno all'Istituto, ma io fui il primo ad animarlo ad entrarvi, né io né chi si sia, ancorché lo stimassi non solo utile ma necessario: né ho voluto addossare scrupoli di vocazione."

Sicché il Vescovo approvò la vostra vocazione, e non vi alcuna remora per il ritorno.

La vostra vocazione poi vi è stata approvata dal P. Fiorillo a cui vi rimetteste, come direttore di questa vocazione.

Monsignor Falcoia ha trovato un vostro biglietto, dove gli scrivete la risoluzione fatta e approvata.

Per non tediarvi, or che fate a Caiazzo? Qui, qual consiglio ci cape?

Per carità, non pigliate consiglio in Napoli, né altrove, perché se sapesse questo Monsignor Falcoia, non vi riceverebbe più. Voi eravate così spassionato de' parenti, ed ora perché volete farvi vincere al demonio, e alla carne? Volete fare come Alteriis,1 da voi una volta condannato? Eppure quello ebbe l'Arcivescovo,


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che lo costrinse a restare. Credete forse che noi non vi riceviamo coll'istesso affetto di prima?.

Qui troverete più che fratelli, più che madre. Qui tutti vi stanno sospirando, ancorché voi ci abbiate quasi scartato per compagni.

Per carità, non date più tempo al nemico di guadagnarvi. Che più bella scusa colla casa? Dite che volete venire a consigliarvi in Napoli. Vi consiglierete con Gesù Cristo, e subito ve ne verrete a Ciorani.

Vi prego a tornar presto, subito in ricevere questa, per amore della Madonna. Forse, se non state più in Caiazzo, sanerete degli acciacchi? Già lo sappiamo che voi venite come inutile, ma qui troverete tutta la carità. E noi, come inutile, vi riceviamo e vi desideriamo, non perché siete inutile, ma perché siete nostro compagno, e non vogliamo che vi spartite da noi.

Io non so più che dire. Dopo letta questa, consigliatevi col Crocifisso e avanti a lui risolvete, ma subito; né vi alzate, ve lo dico per obbedienza, se non risolvete. E venite come state.1

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa !

 

Devmo Padre e Fratello in Gesù e Maria

ALFONSO DE' LIQUORI del SSmo Salvatore.

 

Conforme all'originale, che si conserva nella diocesi di Teano.

 




1 Michele de Alteriis, dopo finito il suo noviziato, uscì di Congregazione alle istanze del suo genitore.

1 Questa lettera tutta paterna non mosse il P. Marocco, sicché dopo un mese si licenziò definitivamente dall'Istituto, al quale per altro non era legato da vincolo veruno di voti.




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