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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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61. AD UN SIGNORE POTENTE.

Altra supplica in favore della stessa casa di Pagani.

 

[ANNO 1744.]

 

Nell'anno 1732, il sacerdote Alfonso de' Liguori, patrizio Napolitano, con altri sacerdoti secolari si radunarono nella diocesi di Scala coll'autorità del Vescovo, e sotto la direzione di Monsignor Falcoia, vescovo di Castellammare (di buona memoria), per attendere, colle missioni e colla predicazione nella loro propria chiesa, alla coltura della gente di campagna,

che suol essere la più bisognosa e più destituta di aiuti spirituali: che fu l'intento loro principale.

Di , nell'anno 1736, passarono nella diocesi di Salerno, dove, nella terra chiamata Ciorani, coll'autorità dell'arcivescovo di Salerno di quel


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tempo, Monsignor Fabrizio di Capua, fabbricarono una casa con una chiesa, donde costantemente sono usciti detti sacerdoti a far missioni, non solo per detta diocesi, ma per molte altre, e dove di continuo l'Ordinario manda il clero a fare gli esercizî spirituali, così coll'occasione dell'ordinazioni, come in altri tempi dell'anno.

Dal che mosso il presente vescovo di Nocera, chiamò detti sacerdoti nella sua diocesi, assignando loro una piccola casa nel luogo detto Pagani, dove, col consenso così regio come de' cittadini, han fabbricato una piccola chiesa ed abitazione per uso de' medesimi; ed in essa città e diocesi attendono al servizio delle anime con predicare, confessare, fare missioni ed altri esercizî spirituali, siccome del tutto se ne potrà informare dal suddetto vescovo.

Ora, alcuni figli d'iniquità, mossi da vari pretesti, pretendono impedire li suddetti esercizî, tanto necessari per la salute dell'anime, e vogliono con inganni e prepotenze discacciarli dal suddetto luogo: il che, essendo contra ogni ragione e diritto naturale e divino, si ricorre alla somma pietà, zelo e protezione di V. S. per difendere non tanto la causa di detti sacerdoti, quanto l'onore di Dio e la salute dell'anime.

 

Conforme all'abbozzo originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




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