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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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75. AL P. D. CESARE SPORTELLI.

Gli parla della importunità ed irragionevolezza d'alcune proposte, fatte al Capitolo e l'incarica di trattare un affare in Napoli.

 

Viva Gesù e Maria!

 

ILICETO, [OTTOBRE 1746]

 

Don Cesare, quel che ti scrivo, ti prego di tenerlo segreto per ora, secondo ti pare espediente.1

Questi Signori, in questi punti che toccano il Rettore Maggiore, più presto potevano avvisarne V. P., acciò l'avesse meditati, ma non proporli in Capitolo, per fare decisioni sopra le cose già decise e stabilite.

Pare che togliono la facoltà di dispensare; ma questo è contro tutte le regole, perché le leggi umane, intrinsecamente, hanno da esser capaci di dispensa: mentre, alle volte, sarà necessario dispensare, e specialmente sopra il noviziato de' Fratelli e Studentato.

Questo mi preme più d'ogni altro, perché importa obbligo di coscienza... ma io così ho stimato innanzi a Dio.

Del resto, io spero col tempo, e forse tra breve, se il Signore mi favorisce, di mettere in piedi la Regola, come ho considerato di fare; e giacché questa cosa tanto fastidio, procurerò per me da oggi avanti di essere più ritenuto.

Li punti proposti, altri sono cose frivole, che non hanno bisogno di decidersi dal Capitolo, ma solo di discorrersi; ché la moltiplicità de' decreti anche sarebbe ruina della Congregazione.

Altri poi sono cose già determinate nella Regola, e queste più presto erano capaci d'annotarsi da chi non le stimasse ben fatte, che di decisione di Capitolo.

Torno a replicare quello che ho scritto: presentemente vi è necessità di partire per l'affare di Caposele che non patisce


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dilazione, per quello che ho scritto; acciocché non ci resti il rimorso di avere noi sgarrata quella fondazione, se mai si trattiene ad andare. E la dimora in Napoli dovrà essere verisimilmente lunga; perché la prego a non partire da Napoli, se l'affare non ha esito. Del resto, scrivetemi da Napoli; perché se la cosa va troppo a lungo, risolveremo quello che si avrà da fare.

 

Conforme all'abbozzo autografo (in parte non leggibile) che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma




1 Il P. Sportelli, presidente del Capitolo, era in tutto del parere del Santo, a cui aveva esposti (il dì lo ottobre 1746) per iscritto i suoi timori e le sue riserve.




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