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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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138. AL RE DI NAPOLI.1 

Supplica per ottenere l'Exequatur del Breve Apostolico Ad Pastoralis dignitatis fastigium, Breve dato in conferma dell'Istituto del SS. Redentore.

 

[SETTEMBRE 1752]

 

Alfonso de' Liguori, sacerdote Napolitano, con altri suoi compagni missionari della Congregazione del SSmo Redentore, umilmente espongono alla M. V., come sono già 19 anni, che attendono alla coltura della gente abbandonata della campagna, andando per le montagne, per le pagliaia de' pastori e per li paesi più destituti di aiuti spirituali, ad istruire questa povera gente colle missioni, istruzioni ed altri esercizî divoti, giungendo a fare al presente da 40 missioni ogn'anno, per lo spazio di quasi 9 mesi dell'anno, ch'essi Congregati vanno in giro per le campagne.

Il gran profitto universale di quest'Opera, che si è veduto risultare in molte provincie di questo Regno, dove sono andati i medesimi girando colle missioni, ha mosso il zelo di alcuni Vescovi a stabilire il detto Istituto nelle loro diocesi, come in quella di Salerno nella terra di Ciorani, di Nocera nel luogo de' Pagani, di Bovino in Iliceto, e di Conza in Caposele, destinando loro ne' luoghi suddetti case proprie, per ivi convivere, come han fatto, coll'assenso ancora di V. M. Anzi la M. V., con più suoi Regali dispacci al Tribunale Misto,


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ha commendato il gran profitto di quest'Opera, procurandole il mantenimento colle rendite superflue delle Cappelle laicali: il che, per altro poi, non s'è potuto ottenere, non ritrovandosi rendite sopravvanzanti ai pesi delle medesime.

Essendo poi cresciuto il numero de' soggetti in questa Congregazione, affine di stabilire perpetuamente un tanto bene, si diede supplica così da essi Oratori, come da' Vescovi delle mentovate diocesi, al presente Sommo Pontefice per l'approvazione e conferma dell'Istituto e Regole di questa Congregazione colla sua Apostolica autorità.

E già, dopo le informazioni prese dalla S. C. del Concilio, a cui da S. Santità fu commesso l'affare, con voto della medesima si è ottenuto il Breve Apostolico di conferma, il quale incomincia: Ad Pastoralis dignitatis fastigium. Del quale Breve però non se n'è fatto uso, aspettando che la M. V. si degni di ordinare l'Exequatur, come sperano al presente.

Pertanto essi Oratori ricorrono umilmente alla sua Real clemenza, e la supplicano ad accordare loro la grazia del suddetto Exequatur, affinché in questo suo Regno rimanga stabilita quest'Opera di tanta gloria di Dio, e di tanto utile spirituale de' suoi vassalli più bisognosi e che ignorano anche le cose necessarie della Fede, e specialmente de' pastori, che vivono ne' territori della Puglia appartenenti al Real patrimonio di V. Maestà; poiché specialmente i supplicanti a questo fine han presa una casa nella Puglia, per assistere alla coltura di tanti poveri pastori, che ivi abitano sino al numero di 40 mila incirca.

Confidati dunque nella gran pietà e zelo di Vostra Maestà, Le umiliano il Breve Apostolico, e l'avranno a grazia.

 

Conforme all'originale che si conserva nella sacristia della nostra chiesa di Vaals, Limborgo Olandese.




1 Questa supplica, siccome si può inferire dalla lettera del 4 luglio 1753, non fu presentata al Re, almeno in quest'anno.




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