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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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151. AL P. D. FRANCESCO GIOVENALE,1 MINISTRO DELLA CASA DI CAPOSELE.

Prescrive molte orazioni per ottenere la guarigione del P. Cafaro, ed impone all'ammalato una triplice ubbidienza.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

NOCERA, 6 AGOSTO [1753].

 

Sempre sia benedetto Dio e fatta la sua volontà! Avete fatto bene di mandare a chiamare Cappuccio2 ed anche Boegio.3 Io penserei che, essendo questo male facilmente d'epidemia che forse costì corre, e male di coagulo, sarebbe a proposito l'acqua fredda. Ditelo del resto, io non son medico. Il male già intendo esser gravissimo. Ci vogliono orazioni. Io ho mandato


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apposta al monastero di Scala ed a' monasteri di questi contorni. Mandate voi a fare una novena di litanie della Madonna anche a Calitri, al monastero ed al popolo, ed alla Guardia e Pescopagano, dove D. Paolo [Cafaro] ultimamente ha fatte le missioni.

Voi, oltre la novena alla Madonna (cui l'applicherete anche per lo marchese Brancone, come l'ho promesso), dite dieci messe per la salute di D. Paolo, come ho ordinato all'altre case ancora; e dite per nove giorni tre Pater, Ave e Gloria alla SS. Trinità, acciò per li meriti dell'arciprete di Ripacandida, [Giambattista] Rossi, per cui Dio fa tanti prodigi, doni la salute a D. Paolo; e se aveste qualche reliquia, per caso, del detto arciprete, applicatela a D. Paolo; e se non l'avete, mandate a Pescopagano a pigliarla.

Di più al Padre D. Paolo, quando sta libero dalla sonnolenza, leggetegli da parte mia queste tre cose ch'io gl'impongo:

" Io Alfonso, come vostro Superiore, da parte di Gesù Cristo, vi do l'ubbidienza e v'impongo per primo, che vi quietiate delle vostre angustie, e crediate con tutta la confidenza che voi stiate in grazia di Dio, e che Dio v'ama assai per la sua infinita bontà. Se il Signore vi chiama all'altra vita, non vi scordate di raccomandargli sempre la Congregazione, e me miserabile.

Per secondo, v'impongo per ubbidienza che cerchiate a Dio la salute corporale, se è di sua gloria, per maggiormente servirlo.

Per terzo, io come Superiore vi do l'ubbidienza, da parte del nostro SS. Redentore, di star bene e presto guarire da questa infermità, se ciò è di maggior gloria di Dio."

Questo a D. Paolo.

Oggi scrivo a Napoli, e mando a chiamare il P. Margotta che si ritiri.

Il P. Mazzini lo manderei; ma non lo mando, perché temo dell'epidemia che corre, come sospetto, costì. Non conviene arrischiare la vita di quest'altro buono Padre, il quale pure Dio sa come sta, ed ora sta in rimedi.


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Da parte mia, dite a D. Paolo, quando sta bene, che dica che cosa vide o sentì in quel sogno, in cui lo trovò parlando il P. Picone.

Considerate come io sto afflitto, e tutti noi qui; onde vi prego di avvisarci come passa D. Paolo, dopo l'ubbidienza che gli ho data.

Applettate [importunate] Gesù Cristo e Maria coll'orazioni vostre e degli altri, e con litanie alla chiesa, mattina e sera.

Benedico tutti, e rassegniamoci perfettamente alla volontà di Dio, se vogliamo la grazia.

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Fratello ALFONSO del SS. Redentore.

 

Conforme ad una antica copia.




1 Il P. D. Francesco Giovenale, nato in Lacedogna il 6 febbraio 1719, si ritirò nella Congregazione nell'anno 1747, e dopo una virtuosa vita morì in S. Angelo a Cupolo il 16 giugno 1782.



2 L'arciprete di Lacedogna, D. Domenico Antonio Cappuccio, era, fin dall'anno 1743, uno dei più cari figli spirituali del P. Cafaro.



3 Boegio, altro figlio spirituale di P. Cafaro.




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