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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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154. AL MEDESIMO.

Si mostra pieno di rassegnazione alla volontà di Dio nella morte del P. Paolo Cafaro.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

NOCERA, 14 AGOSTO [1753]

 

Sempre sia adorata ed abbracciata la divina volontà! Cosi ha piaciuto a Dio, così deve piacere anche a noi. D. Paolo1 ci aiuterà più dal cielo che da questa terra. Non vi ci sarà chi più l'ha intesa di me. Ora Dio vuole che ci rassegniamo, e così abbiamo da fare.

Potete sotterrarlo a parte, e potete far l'orazione funebre quando meglio vi pare. Fate però l'invito prima, acciò abbiate gente. Dopo che [il P. D. Bernardo] Apice avrà fatta l'orazione,2 me la mandi qui, acciò la possiamo fare ancora noi.


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Governi, come dissi, per ora V. R.; poi manderò il Rettore. Mandatemi qui con cautela tutti gli scritti di D. Paolo. Se poi volete qualche sua predica, scrivetemelo, perché ve la manderò appresso.

In quanto al ritratto di D. Paolo, se non avete avuto costì chi ha fatto il ritratto buono, qui già l'abbiamo buono. Onde si potrebbe fare qui.

Mandatemi, dico, tutti gli scritti e libretti di memoria ed un poco di veste. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

Già ho destinato il Rettore di cotesta casa: D. Giovanni Mazzini, che Dio sa con che pena me lo levo da questa casa, per contentare cotesto arcivescovo [di Conza]. Onde mandate, quanto più presto, un Fratello colla mula a pigliarlo. Allegramente, animo grande! D. Paolo ci ha da aiutare più di che di qua. Esso ci ha da ottenere l'Exequatur, presto, presto.

Scrivetemi le particolarità ed i sentimenti della sua morte; fatemi scrivere particolarmente tutte le cose dal P. Apice.

Vi abbraccio tutti in Gesù Cristo, per morire tutti come è morto D. Paolo. Perciò facciamoci santi e stiamo attenti all'osservanza. Queste morti sono chiamate per noi. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Fratello ALFONSO del SS. Redentore.

 

Conforme all'originale che si trova presso il sacerdote D. Francesco Apice.




1 Il P. D. Paolo Cafaro, nato in Cava il 5 luglio 1707 e ammesso alla professione religiosa il 2 luglio 1742, morì il 13 agosto 1753. Accaduta questa morte, S. Alfonso, adorando i divini giudizi, espresse i sentimenti del proprio cuore in quella sua celebre canzoncina su la Volontà di Dio, canzoncina che comincia così:

 

Il tuo gusto, e non il mio

Amo solo in te, mio Dio.

Voglio solo, o mio Signore,

Ciò che vuol la tua bontà.

Quanto degna sei d'amore,

O divina Volontà !

 

In seguito (cioè nell'anno 1767), il Santo pubblicò ancora un compendio della santa Vita del P. Cafaro.

Dalla morte di Mgr Falcoia, il P. Cafaro era stato il Padre spirituale del nostro Santo, che si elesse poscia per direttore il P. D. Andrea Villani, come si rileva dal suo giornale, ove si leggono queste parole: " Tutte le ubbidienze, date da D. Paolo e dagli altri direttori, confermate da D. Andrea, oggi 15 agosto 1753."



2 L'orazione funebre, fatta dal P. D. Bernardo Apice, si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




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