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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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157. AL MEDESIMO.

Esprime di bel nuovo il suo parere su certi affari temporali della Congregazione, ed intorno all'accettar missioni nella Calabria.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

NOCERA, 2 SETTEMBRE [1753].

 

Per i libri d'esercizî [del] Maffei e Muratori, gli abbiamo. Questo P. Barbugli1 mandatemi ed avvisatemi il costo; ma vedete per alcun altro.

Per la compra del tabacco, pur è buona a 3 e 6 carlini. Per quella del feudo, è un gran lotano [fastidio] il dover contendere per li confini con persone potenti; queste a poco a poco, col tempo, vi levano tutto.

Per la cappellania, bene provisum. Ma V. R. pensa solo per Caposele.2 Perché non pensa per questa afflitta casa che non


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ha niente? Ora basta; succeda, come meglio si può. Ma non fate che la cappellania si lasci in testa nostra, perché ora ci è proibito dal Re.1 O la può lasciare all'Arcivescovo, acciò faccia a noi celebrare le messe e ci dia il fruttato a noi; oppure la lasci alla chiesa di Mater Domini, con fondar ivi questa Cappellania. Basta; consigliatevi come meglio si può fare, acciò non ci sieno taccoli col Regio.

Per gli annui ducati 30 per la terra di Solopaca, io non ci ho troppo genio ad accettare questi legati per missione; ma la povertà ci costringe ad accettare per ora. Vedete se si potesse alcanzare [ottenere] la missione ogni cinque anni, almeno ogni quattro.

Il nostro Fratello [Pietro Paolo] Blasucci già tiene l'età per la messa; onde potrebbe pigliarla a Natale, ma ci vorrebbe il consenso del suo vescovo di Muro. Sento che detto vescovo sta in Napoli. Vedete s'è possibile trovarlo, e pregatelo per tal licenza.

Circa la missione di Calabria, per ora non è possibile; sapete quanti soggetti son mancati. L'anno che viene, usciranno li giovani che ora studiano Morale, ed allora possiamo servir l'amico.2 Ma io non manderò in Calabria questa missione, se non vi è o la fondazione da farsi, per la quale basterebbe che l'amico si confidasse col Vescovo, e il Vescovo facesse l'istanza al Re di voler tenere, a spese sue, alcuni missionari uniti in una delle sue case; o se almeno non vi è il legato di due mila ducati. Ma si avrebbe da spiegare che cosa poi si pretende. Se, per


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esempio, vuole la missione ogni quattro o cinque anni per due o tre mesi, bene. Ma se volesse che ogni anno si andasse, oppure fra cinque anni si facessero tutti i luoghi della diocesi, il che sarebbe maggior peso: questo non è possibile. Si tratta di sette o otto giornate di viaggio.

Ho ricevuto la lettera di Mgr Bonaventura;1 e vi benedico i discorsi al Conservatorio del Padre Pepe.

L'Opere di S. Pietro Damiani, giacché l'avete pigliate, lasciatele stare per Caposele; ma non sono gran cosa. Meglio, se aveste potuto avere l'opere di S. Tommaso da Villanova, che sono belle assai.

signore, dite al Sig. Cestoni ch'io non farò stampare più le Visite, ma me le prenderò da lui. Avrei avuto a caro però, che le sue l'avesse fatte rivedere a me, perché nelle sue vi son venuti molti errori; onde, se n'ha a stampare più per l'avvenire, le faccia rivedere a me; ed io sempre me le prenderò da lui, dopo però che avrò finito di smaltire queste mie, di cui non ve ne saranno, per altro, molte.

Avvisatemi gli autori di esercizî che avete trovati.

Informatevi se fosse uscito il sesto tomo della morale di Tournely, mentre il quinto già l'ho.

Io rimando Fratello Mattia, perché da qui non ho altro Fratello da mandarvi a servire; onde, come volete stare senza Fratello? E poi, che necessità è di mandare questo Fratello mezzo infermo [a Caposele], dove ora vi sta la peste? Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Fratello ALFONSO del SS. Redentore.

 

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




1 Barbugli Demetrio, S. J., fra le altre opere ha scritto le Lezioni spirituali ad uso delle monache, formate sopra alcuni documenti di S. Bernardo.



2 Il P. Margotta, essendo della diocesi di Conza, inclinava ad impiegare il suo patrimonio specialmente in favore della casa di Caposele.

1 La Congregazione, non essendo riconosciuta come un Corpo ecclesiastico, era incapace di far qualsivoglia acquisto.



2 Questo amico era Carmine Ventapane di Maratea (diocesi di Cassano), uno de' primi professori di medicina in Napoli. Era molto zelante e facoltoso; e considerando l'abbandono in cui stavano le Calabrie ed il gran bisogno delle anime in quelle parti, risolvette di mandarvi a sue spese le nostre missioni, e ne fece richiesta al P. Margotta ed a S. Alfonso. E in fatti, concertato il tutto con Ventapane, le missioni cominciarono nel novembre 1756.

1 Francesco Antonio Bonaventura, nato in Barletta, era grande amico

di S. Alfonso. Uomo di molta pietà e dottrina, egli fu preconizzato vescovo di Nusco il 26 novembre di quest'anno 1753, e governò quella diocesi sino all'anno 1788.






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