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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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167bis.1 ALLA MEDESIMA.

La vuole più paziente nelle tribolazioni.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Figlia mia benedetta, in quanto alla mia venuta alla Villa, Dio sa quando sarà, perché qui non posso lasciare, e alla Villa non è occasione di andarci.


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Mi sono rallegrato che sei perseguitata, ma mi dispiace sentire che ti sconfidi di sopportarlo più e vivere in questo monastero.

Se Gesù Cristo vuole la nuova fondazione, esso aprirà la via e ce lo farà conoscere quando la vuole; ma temo assai che sia questa una gran tentazione per te, dal sentire il grande abbominio e sconfidenza che ti è venuta, di sopportare la persecuzione dal tuo monastero. Questo l'avresti da desiderare. Non vedi che ora sei trattata simile a Gesù, ed hai tante che ti aiutano alla perfezione, con starti cogl'occhi sopra e a mantenerti umiliata? E poi dici che non ti fidi.

O Dio mio, e quali sono i desideri di patir tutto per il tuo Sposo, di essere tutta sua? Suor Giovanna, figlia mia, non mi fa sentir più questi sentimenti, ché non ti terrò più per figlia, facendomi perdere quella speranza di te, di vederti santa.

Dio ti vuole santa, ma per via di croci. Da oggi avanti non ti lamentare più di persecuzione. Ringraziane Gesù sempre; anzi pregalo ogni volta all'orazione, che ti faccia vivere sempre disprezzata da tutti. Gesù Cristo in castigo ti farà stare così arida, per vederti così impaziente.

Quando sei disprezzata o accusata, taci sintanto che ti è comandato il parlare, e allora vedi di non scusarti, ma che per le tue imperfezioni meriti di esser cacciata.

Seguita a pregare per me e per l'Istituto, acciocché [Dio] ci mandi compagni.

In penitenza di questa poca pazienza, fa qualche mortificazione di più, o circa il mangiare, o di discipline, o cilizi per otto giorni, e prega lo Sposo tuo, che ti perdoni la tua poca pazienza, e raccomandati a Mamma addolorata, ché ella ti aiuterà a ricevere il perdono.

Scrivimi e lasciami sentire come ti porti. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Devmo Padre in Gesù e Maria ALFONSO DE' LIGUORI.

 

Conforme ad una copia mandata da Mgre Alfonso Giordano, vescovo di Teano.




1 Questa lettera non si trova al suo posto, perché rimessaci troppo tardi. Fu scritta verso la metà di aprile 1737.




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