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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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171. A SUOR GIOVANNA DELLA CROCE, IN CAMIGLIANO.

Le dà parecchi consigli per spingerla sempre più innanzi nella perfezione.

 

NOCERA, APRILE [1754?]

 

A Capua andai per negozio gravissimo,1 né potea venire a Camigliano, perché andava col calesso insieme ad un amico. Del resto, sappia che ora sto quasi sempre poco bene e, venendo, lo stesso io vi avrei detto di quello che ora vi scrivo.

Rispondo all'ultima vostra. Mi dispiace che non avete ricevuta la mia, in cui io vi scriveva che affatto non pensate a mutar monastero, e lo stesso vi dico ora; e se da oggi avanti mi scriverete più di tal cosa, io non vi risponderò più.

Voi avete da farvi santa dove vuole Dio, non dove volete andar voi. Il voler mutar luogo è amor proprio e desiderio di fuggir la croce. Io vi voglio veder fatta santa con sopportare i disprezzi, le contraddizioni, la povertà e tutto l'altro che patite costà; e voi volete farvi santa colla solitudine.

E quello, di farvi la cella a parte, neppure mi piace. Io vi voglio che stiate, così povera, anzi più povera di tutte le altre, a servire il monastero e tutte coteste Sorelle in quello che potete. Del resto, non vi manca il coro per fare orazione, e nel coro fatevela, sempre che non vi è bisogno di servire il monastero o qualche Sorella, specialmente se fosse inferma.

Se non affatto vi leviate il pensiero di mutar monastero, voi non vi farete mai santa; perché questo pensiero vi tiene distratta ed inquieta, né vi fa pigliar amore al patire ed all'essere ingiuriata e disprezzata da tutte, quale amore io desidero in voi.

In quanto alla solitudine, voglio che l'amate, ma nel modo come ho detto, che ve la fate al coro, e fuggiate le conversazioni inutili, le grate quanto si può, sempre che non vi è cosa da servire


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il monastero, o qualche Sorella che lo desidera, senza esserne neppure ringraziata. Questa è quella vita che non piace a voi, ma piace a Gesù Cristo.

Orsù, per un mese levate tutte le mortificazioni di discipline, catenelle, astinenza ecc., ed attendete solo a sopportar con pace i disprezzi e le cose contrarie e le incomodità del monastero, e poi ripigliate le mortificazioni solite.

E levatevi ancora quell'ansia che io venga costì. Dio sa con che fretta mi partii da Capua, e non mi trattenni neppure un giorno in Aversa, con tutti gli appletti [insistenze] che me ne diedero. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Umo servo

ALFONSO MARIA DE' LIGUORI del SS. Redentore.

 

[P. S.] Riveritemi la signora D. Camilla Rossi col signor suo fratello.

 

Conforme all'originale che si trova. in Napoli, presso D. Giovanni del Vecchio.




1 Probabilmente, per abboccarsi colla Madre Angiola del Divino Amore, circa gli affari della Congregazione da raccomandare alla Regina.




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