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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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183. AL P. D. SAVERIO ROSSI, RETTORE DELLA CASA DI CIORANI.

Severità del Santo nel punire una disobbedienza.

 

Viva Gesù, Giuseppe, Maria e Teresa !

 

[NOCERA], 18 OTTOBRE [1754].

 

Giacché il P. Grassi1 ha ripugnato d'andare in Iliceto, per questa ripugnanza d'ubbidienza subito scrivetegli, che io lo licenzio e lo dichiaro escluso dalla Congregazione:

Preghiamo Dio che questi simili soggetti, se più ve ne stanno, presto se ne vadano. Se si perde la perfetta rassegnazione all'ubbidienza, è finita la Congregazione.

È di bene che avvisiate al Vicario di Salerno che questo soggetto non è più nostro, e così avvisatelo a Monsignore della Cava, perché questo signore seguiterà in questi luoghi a fare il patrasso e ci svergognerà. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa !

 

Conforme all'edizione romana.

 




1 La cagione della espulsione del P. Gerardo Grassi si trova spiegata dal P. Antonio Tannoia, nella Vita del Santo. "Avendo Alfonso così il Tannoia, destinato di stanza, nella casa d'Iliceto, il P. D. Gerardo Grassi, che si ritrovava in quella di Ciorani, questi ripugnò a partire; ma erano diametralmente opposti i motivi di chi comandava, e di chi non voleva ubbidire. Il P. Grassi, con poca edificazione, voleva coadiuvare il suo fratello che studiava in Salerno; ed Alfonso, per lo medesimo motivo, ne lo voleva lontano; e vedendo la resistenza di questo soggetto, lo licenziò dalla Congregazione."




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