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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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184. AL P. D. GASPARE CAIONE.

Non vuole che le case della Congregazione sieno come carceri per ecclesiastici discoli; parla della fabbrica che si stava continuando in Caposele, e d'un tal pericolo per li studenti

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

NOCERA, 12 DICEMBRE [1754].

 

Circa la vendita fatta della vigna, va bene. Circa poi l'impiego, giacché V. R. desidera d'impiegarlo in beneficio della Congregazione per la gloria di Gesù Cristo, discorreremo con D. Andrea [Villani] per vedere come meglio può impiegarsi il denaro. Io penso non però a cumularne in tutto un capitale, acciò resti in beneficio della Congregazione.

Se l'arcivescovo [di Conza] insiste, tornate a replicare (ma come da per voi) che avete da me l'ubbidienza di non tenere alcuno [prete] più di venti giorni e che voi vi avete presa la licenza per trenta, mentre li PP. delle Vergini non tengono più che per quindici giorni, poiché le case nostre non sono carceri; altrimenti, ci renderemmo odiosi a tutta la diocesi. Se poi l'Arcivescovo insiste, dite che bisogna che me lo scrivete, e scrivetemi.

Fr. N., per giusti fini, non è bene che torni costì. Fr. Andrea [va] a Iliceto, e di verrà Fr. N

Mi piace sentire che vi è speranza di avere stanze asciutte, giacché la cosa di esser costì le stanze così umide, mi mantiene inquieto; e perciò, subito che è tempo (in questo aprile e maggio), vedete di far fare la tonaca, che so io, come disse il P. Garzilli, ecc.

[Avvisate] li Fratelli, che non diano incombenza di comprare alle femmine.

Mi si dice che Fr. N. sia stato certo tempo in malinconia, e qui si susurra che uno Studente stava svoltato; ditemi se è stato N., ed ora come sta, e se volete che io gli scriva.


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Qui stanno in timore degli studenti che vi sono e vi staranno, dicendomi che costì vi è facile occasione di vedere zitelle che faticano alla fabbrica, che vanno con le gonne corte. Avvisatemi e statevi attento; perché, se bisogna, leveremo i giovani di costì.

Per V. R., avvisatemi come state; ho domandato, e mi dicono che ancora state macerato.

La festa, basta che confessate mezz'ora dopo l'esame, passando la mezz'ora per la tavola, e non più. Per le confessioni poi, non vi angustiate: chi arriva, arriva. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

Per la fabbrica, vi benedico ciò che fate, ma pigliate sempre consiglio, e di più non vi applettate [caricate troppo] colle spese: perché ho scorto che tutti i Superiori han fretta di fabbricare e far vedere quanto si è fatto. V'avverto, acciò non vi angustiate per la fabbrica; e non fate, che per la fabbrica, manchino le vesti e il vitto comodo ai soggetti. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa !

 

Conforme all'edizione romana.




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