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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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194. ALLA S. C. DE' VESCOVI E REGOLARI.

Supplica per la conferma della fondazione della casa di S. Angelo a Cupolo, arcidiocesi di Benevento.

 

[MESE DI MAGGIO 1755.]

 

IL sacerdote D. Alfonso de' Liguori, Rettore Maggiore della Congregazione del SS. Redentore, umilmente espone alle EE. VV. come, per maggior gloria di Dio e profitto delle anime, ha da mesi tre incirca, colla permissione di Monsignor [Francesco Pacca] arcivescovo di Benevento, come dall'annessa di lui licenza consta, principiata la fondazione di una novella casa in S. Angelo a Cupolo, distretto della città di Benevento e feudo della mensa arcivescovile, da cui, col divino aiuto, potranno risultare grandissimi spirituali vantaggi: sì nel clero, per non essere, in detta città ed in tutta quella vastissima diocesi, neppure una sola casa per dare li ss. esercizî alli promovendi agli Ordini ecclesiastici, né qualche Congregazione per istruire li medesimi nell'arte di predicare, missionare, confessare ed altro; sì nel popolo, il quale, per quanto è bisognoso e numeroso, altrettanto


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scarseggia di ministri operarî, in modo che, appena in detta diocesi giunsero alcuni suoi Padri, e secondo il proprio Istituto [ebbero] fatte alcune missioni ed altri esercizî di pietà, sono con grandissime istanze in moltissimi luoghi della diocesi stati richiesti. E perché l'oratore, per la maggiore stabilità e cautela di un'opera tanto giovevole, oltre l'accennata licenza di Monsignor Arcivescovo di Benevento e legittimo contentamento ed acclamazione del pubblico di detta terra, desidera ancora l'approvazione e beneplacito dell'EE. VV.: quindi umilmente supplica di benignamente consolarlo con tale approvazione. Che, ecc.-

 

Sacra Congregatio E.morum et R.morum S. R.E. Cardinalium negotiis et consultationibus Episcoporum et Regulariun praeposita, attenta relatione archiepiscopi Beneventani, eidem benigne commisit veris existentibus narratis, Oratoris precibus, pro suo arbitrio et conscientia indulgeat, juxta petita.

 

Romae, 13 Junii 1755.

 c. a. Card. Cavalchini

 P. Guglielmi secretarius.

 

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




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