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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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244. AL MEDESIMO.

Fa difficoltà di consentire ad una domanda, regola lo studio dei novelli professi, e prende una misura di rigore verso un Padre.

 

Viva Gesù, Giuseppe, Maria e Teresa!

 

NOCERA, 11 MAGGIO [1756].

 

Prima di tutto vi prego, subito e sempre che potete, date di mano alle Costituzioni; perché bisogna farle leggere per le case, e le case poco ne sanno, ed alcuno dice che non è

 


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obbligato a quelle, perché non sono pubblicate. Sbrigatele subito che potete coll'assistenza del P. Ferrara, come si ordinò dal Capitolo. E conservate con tutta la diligenza gli originali per confrontarli, se mai vi cade difficoltà. Di più, circa il Sacramento al noviziato, io ci ho avuta sempre difficoltà. E vero che, dopo la vostra venuta da Napoli, par che io condiscesi a mettersi; ma ora ci ho altra difficoltà. L'orazione già si fa al coro; la visita al coro. Che bisogno vi è di mettere il Venerabile anche al noviziato? Serve per consolazione. Ma abbiate pazienza, privatevi di questa consolazione. Se non l'avete posto, non occorre metterlo; e se l'avete posto, levatelo. Va bene: Nigro e de Sanctis a Caposele1; de Paola resta [in Iliceto], e possono restare per perfezionarsi Passari e de Gattis, e faranno la rettorica e la logica appresso. Per la rettorica, procurate quella di Cuione. Avete ragione: non era cosa mandarli a Caposele. Il libro della Madonna [le Glorie di Maria SSma] l'ho dimandato e tornato a dimandare, e 'l Fratello tiene niente. Mandatemelo per la prima occasione. Per li libri d'umanità, si mandano quelli di qui, e scrivo a Ciorani; ma si lascia qui il Calepino di Torino, perché serve. A Perez io rispondo. Leggete poi la lettera che gli scrivo. Invece de 15 giorni di esercizî per la vestizione, basta fargliene far dieci. Per Vitelli e Pica, buon viaggio!2 Benedico l'oblazione a Paravento e a Leggio3; a cui raccomandate da parte mia l'umiltà, e stateci cogli occhi sopra. Benedico li novizi e tutti. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa! Mi scrive il P. Margotta che vi volete associare alla stampa delle Glorie di Maria; e va che [che] si stamperà il libro, voi non avete che mangiare! Viva Gesù e Maria!


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Soggiungo, e leggete in segreto, fatelo sapere solo al P. Ferrara: il Padre N. forse a giugno verrà costì per raccogliersi, come dice; ma Dio lo faccia che si raccolga e non si metta a studiar libri, senza fare osservanza. Or sappiate ch'io gli ho proibito di confessare e sentir più donne, con precetto formale. Onde non lo chiamate; e se è chiamato, proibitegli ancor voi di confessar donne, neppur moribonde. Ciò mi è stato necessario fare per le sue stravaganze. Di ciò vi ho scritta un'altra più lunga per la posta di Bovino; procurate d'averla, e stracciatela dopo letta. Ciò non lo dite a N., se non in caso di necessità, che lo vedeste confessare e sentire donne. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Fratello ALFONSO del SS. Redentore.

 

Conforme all'originale che si conserva presso D. M. Alfonso Lombardi in Cimitile, diocesi di Nola.




1 Cioè, per cominciare la filosofia in Caposele.



2 Vitelli e Pica erano due novizi che furono licenziati.



3 Giuseppe Paravento e Isidoro Leggio fecero la loro professione il 3 giugno.




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