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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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263. AL P. D. ANDREA VILLANI RETTORE DELLA CASA DI S. ANGELO A CUPOLO.

Combatte un sentimento di lui, e l'esorta a favorire un interesse della Congregazione.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

NOCERA, 1 OTTOBRE [1756].

 

Mando la lettera al marchese Petruro. Mi dite che se l'istesso aiuto si dava ad Iliceto, si sarebbe mantenuto il noviziato colà. O D. Andrea mio, che parlare è questo? Dunque speravate che qui si dicevano le messe, e poi li denari si mandavano ad Iliceto? Ad Iliceto, non avrebbero avuto neppure dieci carlini la settimana. Bisogna togliersi di capo che questo non può riuscire mai, mai, mai che una casa campi l'altra; perché tutte, in qualsivoglia stato, sono spedali: e come viene un carlino, se ne va. Qui ci vorrebbe un discorso lungo per farvelo toccar colle mani. Se qui non avessero giuocato di soppiatto con fare stalle, legnami per lo quarto di sopra ecc., non ci troveremmo in queste angustie. Ma, ora che le cose son fatte, bisogna che taccia e crepi. Compito che sarà il contratto della masseria in Napoli, spero in questo novembre farvi avere i denari da [D. Benedetto] Grazioli per far le compre. In far le compre, direi che non lasciaste di far due cappellanie; almeno una per potere ordinare qualche nostro oblato, a cui fosse impedito il patrimonio, come è Fratello [Lorenzo] Nigro, il quale di più è unico, benché ordinato in minoribus.1

Si farebbe la cappellania tutta di messe, corrispondente l'annua entrata alla quantità del patrimonio, che in Benevento è di trenta ducati. La cappellania poi si avrebbe da fare col peso di celebrar le messe nella nostra chiesa dell'Assunta. Dico questo, acciò quello, se mai se ne uscisse [dall'Istituto],


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non potesse pretendere la cappellania, se non viene nella chiesa a celebrare. E dovrebbe farsi la cappellania in farsi la compra; altrimenti non potrà farsi dopo, perché sarebbe alienare; e ci vorrebbe Roma. E ben può farsi la cappellania sopra qualche censo d'annua entrata. S'avrebbe da consultare col Vicario. Bisogna pensarci ora, perché fatta la compra, non siamo più a tempo. Circa qualche altro soggetto per le missioni, son guai; perché gli appletti [richieste] qui sono infiniti. Già per Benevento stan destinati i PP. Amarante, Grossi, Buonamano e de Angelis. Potete mandarveli a pigliare, quando volete. [Il P.] Buonamano però, può essere che mi serva per Amalfi, dove vado anch'io nell'entrante settimana. Quanto poi a quella missione grande, raccomandata dall'arcivescovo [di Benevento], scrivete al P. Fiocchi, che starà verso Conza, o scrivete a me, e vediamo se possiamo staccarne uno o due. I soggetti, destinati per le missioni, sono pochi in questa muta. Finisco, perché non posso più colla testa. Missioni, debiti, uscita per [la missione di] Amalfi, ecc. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Fratello ALFONSO del SS. Redentore.

 

Conforme all'originale che si conserva dal Rmo Canonico Francesco Saverio Martini, Vicario generale di Alatri.




1 In fatti, D. Lorenzo Nigro, alla cui ordinazione ostavano le leggi del Regno, per essere unico di sua casa, fu più tardi ordinato in Benevento.




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