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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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283. ALLA MEDESIMA.

I sentimenti del Re per la Congregazione non sono quelli del marchese Brancone.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

NOCERA, 2 OTTOBRE 1757.

 

Scrivo in breve. Sono stato molti giorni con febbre; ma oggi, per grazia di Dio, sto libero.

È venuto già il canonico Caselle; ancora gli ho da parlare a piede fermo. Pregate Dio, che gli dia forza di sopportare, perché                    nella povertà in cui stiamo bisogna sopportare assai.

Circa il marchese Brancone, la ringrazio assai dell'affetto. Gesù Cristo ce lo renda! Ma, Sorella mia, non manca per esso. Esso fa quanto può per aiutarci. E proprio il Re che non ci vuole consolare, come si è spiegato coll'arcivescovo di Napoli che gli parlò per noi. Onde bisogna pregare Dio che muti il cuore al Re. All'ultimo, si stia buono [bene], e noi facciamoci santi.

Raccomandatemi a Gesù Cristo e salutate tutte le Sorelle.

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

 Umo servo

 ALFONSO DE LIGUORI del SS. Redentore.

 

Conforme ad una antica copia.




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